Ci sono anche due bresciani tra gli indagati nella maxi inchiesta della Procura di Napoli sul presunto sistema di spionaggio illegale e furto di dati sensibili che avrebbe coinvolto dipendenti pubblici e appartenenti alle forze dell’ordine.
L’indagine, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, ha portato alla luce una presunta organizzazione specializzata nell’accesso abusivo a banche dati riservate e nella successiva vendita delle informazioni raccolte.
Tra le persone finite sotto inchiesta figurano un avvocato del Bresciano, classe 1969, residente nell’hinterland cittadino, e il titolare di una nota agenzia investigativa privata con sede a Brescia. Entrambi risultano indagati per ricettazione, ma non sono stati raggiunti da misure cautelari.
Secondo la Procura di Napoli, i due avrebbero ricevuto file contenenti dati contributivi e fiscali ottenuti illegalmente attraverso accessi abusivi alle banche dati pubbliche.
Al centro dell’indagine c’è l’imprenditore campano Giuseppe Picariello, arrestato al termine delle indagini e accusato di utilizzare la propria agenzia investigativa per acquistare e rivendere informazioni riservate sottratte da pubblici ufficiali corrotti. Coinvolta anche la moglie dell’imprenditore, destinataria della misura degli arresti domiciliari.
Gli investigatori ritengono che il gruppo si avvalesse della collaborazione di poliziotti infedeli, capaci di effettuare centinaia di migliaia di accessi abusivi utilizzando credenziali di servizio.
Tra gli arrestati compare anche l’ex sostituto commissario della Squadra Mobile di Napoli Giovanni Maddaluno, finito in carcere insieme ad altri agenti coinvolti nell’inchiesta.
Secondo gli inquirenti, le informazioni venivano estratte dalle banche dati e successivamente rivendute seguendo un vero e proprio tariffario, memorizzato in file Excel, con costi variabili tra 6 e 25 euro per ciascuna visura.
I dossier sarebbero poi stati utilizzati da clienti privati nell’ambito di separazioni legali, controversie economiche e verifiche commerciali.
All’avvocato bresciano viene contestato di aver ricevuto nel novembre 2020 due file contenenti dati fiscali e contributivi relativi a un soggetto monitorato attraverso la banca dati Inps. Le informazioni sarebbero state ottenute illecitamente grazie all’accesso abusivo effettuato da un appartenente alle forze dell’ordine.
L’investigatore privato, originario della Campania ma residente a Brescia, avrebbe invece ricevuto un file fotografico contenente dati fiscali e contributivi relativi a una partita Iva e ai soggetti collegati, ottenuti attraverso accessi non autorizzati alla banca dati Punto Fisco dell’Agenzia delle Entrate.
L’inchiesta avrebbe coinvolto migliaia di persone, comprese figure note del mondo dello spettacolo, dello sport e della politica. Tra i nomi emersi nelle carte della Procura figurano il cantante Alex Britti, l’attrice Lory Del Santo, gli ex calciatori Júlio César e Alex Cordaz e lo stilista Alberto Del Biondi.
Le indagini proseguono ora per ricostruire l’intera rete di accessi abusivi e individuare eventuali ulteriori destinatari delle informazioni sottratte illegalmente.
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