Confindustria Brescia, approvato il bilancio e rilanciata la sfida europea all’Assemblea 2026

All’Assemblea Generale al Brixia Forum il confronto tra industria, economia e politica: focus su competitività, energia e ruolo dell’Europa.

Si è svolta ieri, 27 maggio 2026, al Teatro Dis_Play del Brixia Forum di Brescia, l’Assemblea Generale di Confindustria Brescia dal titolo “Europa: se non ora, quando?”. L’incontro ha rappresentato un momento centrale di confronto per il sistema produttivo locale, in un contesto economico e geopolitico segnato da forti trasformazioni e nuove sfide per l’industria.

La giornata si è aperta con la sessione privata dell’associazione, durante la quale è stato approvato il bilancio 2025. I dati evidenziano una crescita dei proventi complessivi, che si attestano a 11,97 milioni di euro, in aumento rispetto agli 11,77 milioni del 2024. La gran parte delle entrate, pari a 11,78 milioni, deriva dai contributi associativi. L’esercizio si è chiuso con un avanzo di gestione di 134.350 euro, segno di una sostanziale stabilità economica.

Sul fronte associativo si registra inoltre un rafforzamento della base rappresentata. Il numero delle aziende aderenti è salito a 1.311 unità, con un incremento di 20 imprese rispetto all’anno precedente. In crescita anche il numero complessivo degli addetti, passato da 67.531 a 69.104, con un aumento di 1.573 lavoratori.

Terminata la parte riservata, l’Assemblea pubblica ha riunito esponenti del mondo industriale, accademico e istituzionale. A moderare l’incontro è stata la giornalista di Radio24 Debora Rosciani. Tra gli ospiti sono intervenuti il giornalista e saggista Maurizio Molinari, la docente di Economia Europea Veronica De Romanis, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e il presidente di Confindustria Brescia Paolo Streparava, oltre a un contributo video del ministro della Difesa Guido Crosetto.

Al centro del dibattito il ruolo dell’Europa e la necessità di una strategia comune capace di sostenere la competitività industriale in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche, transizione energetica e nuove dinamiche globali. Il tema della competitività europea è stato indicato come asse centrale per il futuro del sistema produttivo.

Nel suo intervento, Paolo Streparava ha sottolineato come il contesto internazionale richieda una risposta immediata e strutturata da parte delle istituzioni europee. Da Brescia, uno dei principali poli manifatturieri del Paese, è arrivato un messaggio chiaro: senza industria non possono esistere crescita economica, innovazione e coesione sociale.

Streparava ha evidenziato come le imprese continuino a investire e a generare valore, ma abbiano bisogno di condizioni più favorevoli per competere. Tra le priorità indicate figurano il costo dell’energia, la modernizzazione delle infrastrutture, la semplificazione normativa e una maggiore rapidità nei processi decisionali. La competitività industriale viene così legata direttamente alla capacità dell’Europa di agire con maggiore coerenza e velocità.

Il presidente di Confindustria Brescia ha inoltre ribadito la necessità di riportare manifattura, tecnologia e lavoro al centro delle politiche europee, sottolineando come la sfida non sia la difesa del passato ma la costruzione delle condizioni per il futuro.

Nel video messaggio trasmesso durante l’assemblea, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha invece richiamato l’attenzione sul ruolo della filiera industriale italiana nel settore della difesa. Il ministro ha evidenziato come il comparto coinvolga un’ampia rete di piccole e medie imprese altamente specializzate, spesso poco visibili ma fondamentali nella catena produttiva.

Secondo Crosetto, queste realtà rappresentano un elemento strategico per garantire innovazione, flessibilità e capacità di risposta del sistema industriale nazionale. Ha inoltre sottolineato come territori a forte vocazione manifatturiera, come Brescia, abbiano un ruolo centrale in questo ecosistema produttivo.

L’Assemblea si è così configurata come un momento di confronto ampio sui principali temi economici del momento, con particolare attenzione al rapporto tra industria, energia e politiche europee. Un dialogo che riflette la crescente esigenza del sistema produttivo di affrontare in modo coordinato le trasformazioni in corso.

Redazione

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