Sul Lago di Garda prende forma una strategia strutturata per contrastare la diffusione del pesce siluro, specie invasiva che negli ultimi anni ha mostrato una crescita significativa nella popolazione, alterando gli equilibri dell’ecosistema lacustre. Il progetto sarà presentato ufficialmente a Palazzo Pirelli a Milano il 23 giugno, nell’ambito di un’iniziativa dedicata al selecontrollo idrico e alla gestione delle specie alloctone.
L’obiettivo dichiarato è quello di contenere l’invasione del siluro attraverso un sistema organizzato di pesca selettiva, monitoraggio e raccolta dati, con il coinvolgimento di un gruppo di apneisti e tecnici bresciani che hanno maturato esperienza sul campo negli ultimi anni.
Il progetto bresciano tra esperienza diretta e ricerca scientifica
I promotori dell’iniziativa sono Stefano Penazza e Daniele Bertoloni, apneisti bresciani che hanno partecipato a diverse campagne di pesca nel basso Garda. Il loro contributo nasce dall’attività svolta sul campo, in particolare nelle ultime stagioni, durante le quali si è registrato un aumento significativo della presenza del siluro, specie introdotta in Europa e ormai stabilmente diffusa in diversi bacini italiani.
Secondo gli esperti coinvolti, il fenomeno avrebbe assunto negli ultimi anni un andamento crescente, con una dinamica assimilabile ad altre emergenze ambientali già osservate in ecosistemi vicini. Il pesce siluro, infatti, può raggiungere dimensioni notevoli e rappresenta un predatore apicale in grado di incidere sulla fauna ittica locale, riducendo la presenza di altre specie autoctone.
Tecnologia e monitoraggio: nasce “Siluradar”
Accanto all’attività di pesca selettiva, il progetto introduce un elemento innovativo legato alla tecnologia digitale. Il gruppo tecnico comprende infatti anche gli ingegneri bresciani Andrea Michelon e Stefano Farisè, sviluppatori dell’applicazione “Siluradar”, pensata per supportare le operazioni di monitoraggio in tempo reale.
Il sistema consente il tracciamento delle attività in acqua durante le battute di contenimento, raccogliendo dati utili alla gestione delle operazioni. La piattaforma integra informazioni sulla localizzazione dei partecipanti e sugli spostamenti dei mezzi, con l’obiettivo di rendere più efficiente la pianificazione degli interventi e la raccolta delle informazioni ambientali.
Il selecontrollo come strumento di gestione ambientale
Alla base dell’iniziativa vi è il principio del seleccontrollo idrico, una strategia di gestione delle popolazioni animali che punta a ristabilire l’equilibrio degli ecosistemi attraverso interventi mirati e selettivi. Nel caso del Garda, l’attenzione è rivolta alla riduzione dell’impatto delle specie alloctone, con particolare riferimento al siluro.
Il progetto non si limita alla sola attività di cattura, ma include anche formazione, abilitazione degli operatori e gestione coordinata delle operazioni di contenimento, con l’intento di creare un modello replicabile anche in altri contesti lacustri.
Un fenomeno in crescita negli ultimi anni
Secondo i promotori, la presenza del siluro nel Garda sarebbe diventata più evidente negli ultimi anni, con una progressiva espansione della specie. L’introduzione del pesce nel bacino risalirebbe a diversi decenni fa, ma solo di recente avrebbe mostrato una capacità di proliferazione tale da destare maggiore attenzione.
La riduzione di alcune specie autoctone e il cambiamento degli equilibri biologici hanno spinto pescatori sportivi e professionisti a segnalare una crescente difficoltà nella gestione delle attività tradizionali di pesca.
Obiettivo: coordinare interventi e ridurre l’impatto ambientale
L’iniziativa punta anche a fornire un supporto concreto ai pescatori professionali, attraverso strumenti digitali in grado di mappare la presenza del siluro e ottimizzare le strategie di cattura, come il posizionamento delle reti e la scelta delle aree di intervento.
Secondo i promotori, una gestione coordinata e basata sui dati potrebbe contribuire a contenere la diffusione della specie, migliorando nel tempo le condizioni dell’ecosistema lacustre.
Il progetto si inserisce così in un più ampio dibattito sulla tutela della biodiversità del Garda, dove la pressione delle specie invasive rappresenta una delle sfide ambientali più rilevanti degli ultimi anni.
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