Remedello riscopre il Santuario del Gandino: concluso il restauro dello storico complesso religioso

Per l'occasione è stato predisposto un ricco programma che coinvolgerà cittadini, associazioni e fedeli

Sarà una giornata di festa quella del prossimo 12 luglio a Remedello, quando la comunità celebrerà ufficialmente la conclusione del restauro del Santuario dei Morti del Gandino. Sebbene l’inaugurazione sia ancora distante alcune settimane, il monumento può già essere ammirato nel suo rinnovato splendore dopo il completamento dei lavori di recupero che hanno interessato l’intero complesso.

Per l’occasione è stato predisposto un ricco programma che coinvolgerà cittadini, associazioni e fedeli. Il ritrovo è previsto alle ore 9 presso la nuova area verde situata nelle vicinanze del passaggio a livello, recentemente acquisita al patrimonio comunale grazie alla donazione di un privato. Da qui partirà un corteo che percorrerà la pista ciclopedonale di nuova realizzazione fino a raggiungere il santuario. Alle 10 si svolgeranno gli interventi delle autorità, il tradizionale taglio del nastro e la presentazione dei lavori eseguiti, mentre alle 11 verrà celebrata la Santa Messa.

L’intervento di recupero è stato promosso dall’amministrazione comunale e ha potuto contare su un finanziamento complessivo di 920mila euro proveniente dai Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Cultura. Un investimento significativo che testimonia il valore storico, artistico e religioso attribuito all’edificio e alla proposta di valorizzazione avanzata dal Comune.

Il Santuario del Gandino rappresenta una delle testimonianze più significative della religiosità popolare del territorio. La sua costruzione ebbe inizio nel 1732 per volontà del parroco don Francesco Tebaldini-Foini, che decise di sostituire una precedente chiesa dedicata al Santo Sepolcro con un nuovo luogo di culto mariano.

L’edificio sorse lungo l’antica strada che conduceva al fiume Chiese e fu concepito come segno di gratitudine per la fine della devastante epidemia di peste del 1630. In origine, infatti, il santuario era dedicato alla maternità della Beata Vergine e rappresentava un ex voto della comunità per la cessazione del contagio.

Redazione

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