Fatture false e lavoratori irregolari, imprenditore bresciano nei guai: sequestri per oltre 2 milioni

Indagine della Guardia di Finanza: coinvolte società e beni di lusso, contestata una frode con crediti fittizi e contributi non versati

gdf guardia di finanza

Un imprenditore edile di Castrezzato è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine su un presunto sistema di fatture false, crediti fiscali fittizi e lavoro irregolare che avrebbe coinvolto numerose società nel Bresciano. Contestualmente è stato disposto il sequestro di beni per un valore complessivo superiore ai 2 milioni di euro.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di Brescia su richiesta della Procura. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza di Cremona e riguardano un presunto sistema organizzato che avrebbe generato anche un debito previdenziale verso l’INPS stimato in circa 3,5 milioni di euro.

Secondo gli investigatori, l’inchiesta avrebbe fatto emergere un articolato schema societario basato su imprese intestate a prestanome e sedi risultate, in alcuni casi, inesistenti o fittizie.

Il presunto sistema fraudolento

Al centro dell’indagine vi sarebbe una rete di società che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti e utilizzato crediti fiscali fittizi per compensare contributi previdenziali e assistenziali relativi a centinaia di lavoratori.

Gli investigatori contestano inoltre il ricorso a meccanismi di rateizzazione dei contributi previdenziali che avrebbero contribuito all’accumulo del debito verso l’INPS. Nel complesso, secondo quanto ricostruito, sarebbero stati coinvolti circa 925 lavoratori irregolari.

L’organizzazione sarebbe stata composta, sempre secondo l’accusa, da più soggetti e strutturata attraverso uffici operativi dislocati sul territorio.

Sequestri e beni di lusso

In parallelo all’esecuzione della misura cautelare, le Fiamme Gialle hanno disposto un sequestro preventivo che ha interessato 15 persone fisiche e 29 società.

Sono stati sottoposti a sequestro immobili, autovetture, rapporti finanziari, quote societarie e beni di lusso. Tra questi figurano sei orologi Rolex, gioielli e oggetti preziosi, oltre a contanti per circa 30.000 euro, per un valore complessivo stimato intorno ai 2 milioni di euro.

Le operazioni di perquisizione sono state supportate anche da unità cinofile specializzate nella ricerca di denaro contante.

Le indagini

L’inchiesta è partita da controlli fiscali su alcune società della provincia di Cremona e si è sviluppata attraverso intercettazioni, accertamenti bancari e patrimoniali, analisi delle fatture elettroniche e attività investigative sul territorio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le società sarebbero state formalmente intestate a prestanome ma di fatto riconducibili agli indagati. Nel corso delle verifiche, tredici imprese sono state poste in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Brescia.

Gli investigatori ipotizzano inoltre possibili profili di bancarotta fraudolenta legati alla gestione e alla distrazione di beni aziendali. Le indagini proseguono per definire le responsabilità dei soggetti coinvolti.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Vigili del fuoco
Il rogo ha interessato una parte di un capannone industriale occupato da un’azienda...
Auto polizia
Due giovani con precedenti sono stati fermati dalla Squadra Volante dopo un’aggressione avvenuta in pieno...
Il giovane di Piancogno ha perso la vita domenica 13 settembre lungo via Trento, mentre...

Altre notizie