All’Università degli Studi di Brescia un’indagine interna riporta che il 33% degli studenti e delle studentesse dichiara di aver subito almeno un episodio di molestia di genere in ambito universitario. Il dato emerge dall’“Indagine conoscitiva sulla violenza di genere e le molestie”, promossa dalla Commissione Genere e anticipata dopo il Senato Accademico del 22 giugno.
Secondo il report, la percentuale cresce sensibilmente tra le studentesse, dove raggiunge il 43%, e arriva fino al 50% tra le persone non binarie. L’indagine segnala inoltre che il 44% dei rispondenti afferma di aver assistito o essere venuto a conoscenza di episodi simili, percentuale che sale al 76% nelle scuole di specializzazione.
Denunce quasi inesistenti: solo lo 0,3%
Uno degli elementi più rilevanti riguarda la distanza tra episodi dichiarati e denunce formali. A fronte di 806 persone che riferiscono di aver subito molestie, soltanto due hanno presentato denuncia, pari allo 0,3%.
Tra le motivazioni indicate per il mancato ricorso ai canali ufficiali figurano la paura di ritorsioni accademiche o lavorative, la sfiducia nei meccanismi di tutela, oltre a sentimenti di vergogna, colpa e difficoltà nel riconoscere la propria condizione di vittima.
L’indagine evidenzia anche conseguenze sul percorso universitario e personale: difficoltà di concentrazione, calo del rendimento, ansia e depressione. L’8,4% degli intervistati dichiara di aver abbandonato o cambiato corso di studi.
Coinvolgimento di studenti e docenti
Per quanto riguarda i presunti autori delle molestie, il report indica che nell’82% dei casi si tratterebbe di uomini. Gli episodi sarebbero attribuiti nel 68% dei casi ad altri studenti e nel 35% a docenti.
Anche tra il personale accademico e tecnico-amministrativo emergono dati significativi. Il 20,5% del campione dichiara di aver subito almeno un episodio di molestia in ambito universitario, con percentuali più alte tra le donne (27,8%) e più basse tra gli uomini (5,9%). Il 37,4% riferisce di aver assistito o essere venuto a conoscenza di episodi simili.
Le aree più coinvolte e le reazioni dell’ateneo
Secondo quanto riportato nell’indagine, le situazioni più critiche si concentrerebbero nelle aree di Medicina e Ingegneria. Il clima interno viene descritto in diversi casi come caratterizzato da indifferenza o mancata reazione, indicata nel 54% delle risposte del personale.
Il dibattito in ateneo si è intensificato nelle ultime settimane anche a seguito di segnalazioni e lettere inviate ai vertici universitari, oltre all’autosospensione di un docente coinvolto in segnalazioni interne.
L’indagine è stata presentata come uno strumento di analisi finalizzato a misurare il fenomeno e a definire possibili azioni di prevenzione e contrasto, tra cui formazione obbligatoria, monitoraggio continuativo e potenziamento dei servizi di supporto alle vittime.
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