Gardone Riviera, sacerdote di 89 anni muore dopo un malore nelle acque del lago

Una giornata di riposo sul lago di Garda si è trasformata in tragedia nel pomeriggio di ieri a Gardone Riviera

Una giornata di riposo sul lago di Garda si è trasformata in tragedia nel pomeriggio di ieri a Gardone Riviera, dove ha perso la vita don Giuseppe Degli Agosti, sacerdote di 89 anni originario della provincia di Cremona. L’anziano religioso si trovava in vacanza nella località gardesana quando è stato colto da un improvviso malore mentre si accingeva a fare il bagno.

Secondo la ricostruzione dei fatti, il sacerdote stava raggiungendo l’acqua percorrendo la scaletta che conduce alla piccola spiaggia privata della Casa per Ferie Villa Maria Elisabetta, struttura nella quale soggiornava da domenica. Dopo aver accusato il malore è scivolato in acqua, fermandosi sul fondale in un tratto caratterizzato da una profondità ridotta.

Ad accorgersi della sua presenza sono stati alcuni ospiti della struttura e le religiose che gestiscono il complesso, affacciato direttamente sul lago. Immediata la richiesta di aiuto alla sala operativa della Guardia Costiera di Salò, che ha coordinato l’intervento dei soccorritori.

Sul posto sono arrivati i mezzi nautici della Guardia Costiera, il personale sanitario, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Salò e una pattuglia dei Carabinieri. Nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione, per l’89enne non è stato possibile fare altro che constatarne il decesso. L’intervento dei soccorsi ha richiamato l’attenzione anche dei numerosi bagnanti presenti nella vicina spiaggia del Casinò, dove per alcuni minuti si sono vissuti momenti di apprensione.

Completate le operazioni di recupero e identificazione della salma, l’autorità competente ha rilasciato il nullaosta per la sepoltura.

L’episodio richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’idrocuzione, fenomeno che rappresenta una delle principali cause di morte nelle acque del lago di Garda durante il periodo estivo. Lo shock termico può verificarsi quando il corpo, surriscaldato dalle alte temperature, entra improvvisamente in contatto con acqua molto più fredda, provocando una reazione dell’organismo che nei casi più gravi può causare un arresto cardiaco.

Per questo motivo la Guardia Costiera rinnova ogni estate l’invito ai bagnanti a evitare immersioni brusche dopo una prolungata esposizione al sole, consigliando di entrare in acqua gradualmente per consentire all’organismo di adattarsi alla differenza di temperatura e ridurre il rischio di conseguenze potenzialmente fatali.

Redazione

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