Eliporto Areu a Brescia, ancora incertezza sulla sede: ipotesi e nodi aperti

Tra annunci di intesa e contenziosi legali, la scelta della nuova base Hems resta sospesa: via Ghislandi, Cavallerizza Bettoni e altre aree ancora al vaglio.

Resta ancora senza una soluzione definitiva la questione dell’eliporto Areu a Brescia, infrastruttura strategica per il servizio di elisoccorso Hems che dovrebbe garantire operatività continuativa h24. Nonostante le dichiarazioni istituzionali e i segnali di collaborazione tra Regione e Comune, il dossier continua a presentare numerose incognite e nessuna decisione conclusiva.

Durante un recente intervento al Teatro Grande, in occasione della presentazione del progetto del nuovo ospedale Civile, l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha parlato di un’intesa con la sindaca Laura Castelletti, sottolineando la volontà di mantenere la base del servizio di elisoccorso all’interno del territorio cittadino. Tuttavia, al di là delle dichiarazioni politiche, il quadro operativo non appare ancora definito.

La situazione dell’eliporto si trascina da oltre dieci anni, senza che sia stata individuata una sede stabile e definitiva. Attualmente gli elicotteri del soccorso operano dall’aeroporto di Montichiari, dove condividono gli spazi con il traffico cargo. Una soluzione nata come temporanea, ma progressivamente consolidata per l’assenza di alternative immediatamente praticabili.

Tra le criticità evidenziate nel tempo figura anche la nebbia frequente nella Bassa bresciana, che può incidere sulla piena efficienza operativa del servizio. Proprio per questo, negli anni si è più volte discusso della necessità di riportare la base Hems più vicino all’area urbana, riducendo i tempi di intervento nelle emergenze sanitarie.

Nel corso delle valutazioni sono state prese in esame diverse ipotesi. Una delle opzioni è stata scartata in passato, in particolare l’area in zona tangenziale-Fiera, per problematiche legate all’impatto ambientale e alla qualità dei suoli. Restano invece ancora sul tavolo altre possibili soluzioni, tra cui via Ghislandi, in area industriale, e la più recente ipotesi della Cavallerizza Bettoni a Sant’Eufemia.

Via Ghislandi rappresenta al momento una delle alternative più concrete, ma il progetto è attualmente oggetto di un contenzioso amministrativo al Tar. La controversia riguarda la richiesta della proprietà di affiancare allo scalo Hems anche un vertiporto destinato a uso privato per droni, proposta respinta dal Comune di Brescia e sfociata in un’azione legale a fronte dell’ipotesi di esproprio.

Anche la soluzione della Cavallerizza Bettoni non è priva di complessità. L’area, infatti, è attualmente occupata da un centro ippico che dovrebbe essere ricollocato o riorganizzato per consentire la realizzazione dell’infrastruttura. La necessità di garantire continuità all’attività sportiva rende il progetto più lungo e articolato dal punto di vista urbanistico e logistico.

Accanto a queste opzioni principali, Palazzo Loggia sta valutando anche ulteriori aree, ancora non rese pubbliche, nel tentativo di individuare una soluzione definitiva che possa rispondere alle esigenze operative del servizio di emergenza.

Secondo quanto trapela dall’amministrazione comunale, nelle prossime settimane potrebbero emergere nuovi elementi utili a chiarire il quadro complessivo, anche in relazione al contenzioso aperto su via Ghislandi. Tuttavia, al momento, nessuna delle ipotesi risulta ancora formalmente approvata.

La questione dell’eliporto Areu resta quindi un nodo aperto nella pianificazione sanitaria del territorio bresciano. Nonostante le dichiarazioni di maggiore sinergia tra istituzioni regionali e comunali, la definizione di una sede stabile per la base Hems continua a essere rinviata, lasciando irrisolto un tema considerato cruciale per l’efficienza del sistema di emergenza.

Redazione

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