Un’anomala fuoriuscita d’acqua all’esterno della nuova scuola primaria di Sirmione, struttura realizzata con un investimento di circa 13 milioni di euro, è finita al centro di una serie di accertamenti tecnici. Il caso ha portato all’intervento della Provincia e di Arpa, chiamate a verificare sia l’origine dello scarico sia la conformità dell’impianto rispetto al progetto approvato.
L’acqua viene convogliata attraverso un tubo ben visibile all’esterno dell’edificio. Tra le ipotesi prese in considerazione figurano la presenza di una falda acquifera, già individuata durante la fase di costruzione della scuola, oppure un possibile malfunzionamento dell’impianto geotermico installato nella struttura. Al momento, tuttavia, le cause non sono ancora state accertate.
La vicenda è stata portata all’attenzione degli enti competenti dal consigliere comunale Andrea Volpi, esponente del gruppo “Siamo Sirmione”. Secondo il consigliere, nel corso di diverse sedute del Consiglio comunale sarebbero state fornite spiegazioni differenti sull’origine del problema: inizialmente si sarebbe parlato di una falda situata a una quota più elevata rispetto alle previsioni, mentre successivamente l’attenzione si sarebbe spostata sull’impianto geotermico.
Volpi ha spiegato di aver deciso di presentare una segnalazione a Provincia e Arpa dopo aver appreso dell’ipotesi di interrare il tubo e convogliare l’acqua nella rete pubblica. L’obiettivo, sostiene, è chiarire la provenienza dello scarico e verificare che le modalità di smaltimento rispettino la normativa vigente e quanto previsto dal progetto originario.
Dalla Provincia è arrivata una prima risposta, nella quale viene precisato che il confronto tecnico con il Comune è in corso già dallo scorso mese di marzo. L’ente ha inoltre evidenziato la necessità di approfondire la questione relativa alla reimmissione dell’acqua nella falda, sottolineando che l’attuale modalità di scarico non risulterebbe autorizzata e chiedendo ulteriori chiarimenti all’amministrazione comunale.
Anche Arpa ha avviato una serie di verifiche. Gli accertamenti riguarderanno la natura dell’acqua scaricata, la corrispondenza dell’impianto con il progetto autorizzato, il funzionamento dei pozzi di prelievo e restituzione collegati al sistema geotermico e la regolarità complessiva dello scarico.
Secondo Volpi, la criticità sarebbe nota da tempo e richiederebbe un’analisi approfondita. Il consigliere sottolinea di non voler alimentare polemiche, ma di ritenere necessario ricostruire con precisione quanto accaduto in relazione a un’opera pubblica di rilevante valore economico. A suo giudizio resta inoltre da chiarire la posizione dell’amministrazione comunale, chiamata a garantire il rispetto delle caratteristiche progettuali che prevedevano il prelievo dell’acqua per lo scambio termico e la successiva reimmissione nella falda.
Alle osservazioni ha replicato l’assessore Maurizio Ferrari, respingendo le accuse di aver fornito spiegazioni superficiali. L’assessore ha precisato che le informazioni comunicate finora erano basate sui dati disponibili nei diversi momenti e ha assicurato che ogni decisione sarà assunta soltanto dopo aver concluso le valutazioni tecniche insieme agli enti competenti, così da individuare la soluzione più adeguata.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.