Il brasaröl, storico salame fresco di suino cotto alla brace della tradizione contadina di Carpenedolo, ottiene la Denominazione comunale di origine (De.Co.). La decisione della Giunta comunale guidata dal sindaco Luca Franzoni riconosce ufficialmente il valore gastronomico di una preparazione legata alla memoria locale e avvia un percorso di tutela e promozione del prodotto.
La nuova certificazione segue il percorso già intrapreso dal Comune per altre specialità del territorio, come il malfatto e la torta secca, inserite dal 2014 tra le produzioni rappresentative della cultura culinaria carpenedolese.
Una tradizione contadina tramandata nel tempo
Il brasaröl rappresenta una delle espressioni più autentiche della cucina popolare locale. La sua preparazione affonda le radici nelle consuetudini delle famiglie contadine, soprattutto nei periodi autunnali, quando la lavorazione della carne diventava occasione di incontro e convivialità.
Gli anziani del paese custodiscono ancora il ricordo della preparazione del salame alla brace, spesso realizzata vicino al camino durante momenti di festa condivisi con parenti e amici.
A raccontare il valore storico della pietanza è Cristina Pasotti, consigliere delegata al Commercio, che ha sottolineato come il nuovo riconoscimento permetta di preservare una tradizione gastronomica che rischiava di perdere parte della propria memoria.
Un disciplinare definisce il vero brasaröl di Carpenedolo
L’assegnazione della De.Co. non rappresenta soltanto un riconoscimento simbolico, ma prevede anche precise regole di produzione.
Il disciplinare stabilisce caratteristiche, ingredienti e modalità di preparazione necessarie affinché un prodotto possa essere identificato come autentico brasaröl di Carpenedolo.
La specialità deve essere realizzata esclusivamente con carne 100% suina, con una stagionatura compresa tra cinque e dieci giorni, preferibilmente in ambiente naturale. La carne deve avere una macinatura tra gli 8 e i 10 millimetri ed essere condita con sale, noce moscata, pepe, chiodi di garofano, cannella e vino rosso fermo aromatizzato con aglio.
Anche la quantità di grasso è regolamentata: non deve superare il 30% del peso complessivo, mentre l’insaccatura deve essere effettuata utilizzando un budello naturale.
La cottura alla brace e il servizio tradizionale
Il brasaröl deve rispettare anche una specifica modalità di preparazione finale.
Il salame fresco viene cotto su entrambi i lati fino a raggiungere un caratteristico colore rosso intenso, quindi tagliato verticalmente e servito in porzioni definite “quadrotti”.
La tradizione prevede che venga accompagnato con polenta abbrustolita e radicchio verde del territorio, creando un piatto che racchiude sapori semplici e legati alla cucina rurale lombarda.
La De.Co. permette quindi di valorizzare non solo il prodotto in sé, ma anche il sistema di conoscenze e pratiche che ne accompagnano la realizzazione.
La presentazione ufficiale durante la Fiera di San Bartolomeo
Il nuovo piatto riconosciuto dal Comune sarà presentato ufficialmente il prossimo 21 agosto, in occasione della serata inaugurale della Fiera di San Bartolomeo.
Il brasaröl sarà protagonista dello stand gastronomico curato dalla Pro loco, dove cittadini e visitatori potranno assaggiarlo seguendo la ricetta della tradizione.
L’appuntamento rappresenterà il primo momento pubblico di promozione della nuova specialità De.Co., con l’obiettivo di far conoscere anche alle nuove generazioni un prodotto simbolo della storia culinaria locale.
Una tutela per valorizzare l’identità del territorio
Il riconoscimento del brasaröl come Denominazione comunale di origine si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione delle eccellenze locali.
Attraverso la tutela delle ricette storiche, Carpenedolo punta a rafforzare il legame tra gastronomia, cultura e identità del territorio.
La nuova De.Co. diventa così uno strumento per conservare una tradizione antica e allo stesso tempo promuovere una specialità capace di raccontare la storia e le abitudini della comunità.
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