Taglio delle accise verso la proroga, il diesel supera i 3 euro in autostrada

Il governo prepara un nuovo intervento temporaneo sul carburante e lavora a una misura più selettiva per sostenere soprattutto i redditi più bassi

Il governo si prepara a prorogare per alcuni giorni il taglio delle accise sul diesel, mentre il prezzo del carburante continua a salire e in autostrada il gasolio ha superato la soglia dei 3 euro al litro. L’esecutivo punta intanto a individuare una soluzione più strutturale, con un eventuale sostegno maggiormente rivolto alle fasce della popolazione considerate più esposte al caro-energia.

La questione è stata affrontata alla vigilia della scadenza dell’attuale riduzione delle imposte. La premier Giorgia Meloni ha indicato la necessità di reperire rapidamente le risorse, mentre il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha anticipato l’arrivo di una nuova proroga dello sconto sul diesel, ipotizzando una misura valida fino ai primi giorni di settembre.

Il tema è destinato al Consiglio dei ministri convocato per il 26 agosto alle 18. L’intervento immediato dovrebbe avere carattere temporaneo, mentre parallelamente il governo sta valutando strumenti di maggiore durata.

Uno sconto temporaneo in attesa di una soluzione più mirata

Dal 18 marzo l’esecutivo è intervenuto più volte sul peso fiscale applicato ai carburanti. In una prima fase la riduzione aveva interessato sia benzina sia gasolio, mentre successivamente il provvedimento è stato concentrato sul diesel.

L’ultimo intervento ha previsto, dal 7 al 24 agosto, una riduzione delle accise pari a 17 centesimi al litro, Iva compresa. La misura ha comportato un costo di circa 232 milioni di euro, finanziato attraverso riduzioni di spesa a carico di diversi ministeri. Per la proroga fino al 26 agosto sono stati invece utilizzati circa 20,8 milioni di euro collegati al maggior gettito Iva.

Per una nuova estensione di pochi giorni la cifra necessaria potrebbe collocarsi, secondo le stime riportate, tra 80 e 100 milioni di euro. Il fabbisogno diventerebbe però significativamente più elevato qualora il governo decidesse di trasformare l’intervento in un sostegno continuativo e rivolto in modo selettivo ai cittadini con redditi più contenuti.

L’obiettivo dichiarato è infatti quello di rendere il prossimo intervento più concentrato sulle famiglie che hanno maggiormente bisogno dell’aiuto pubblico, superando una misura generalizzata applicata indistintamente agli automobilisti.

Il nodo delle risorse e le tensioni nella maggioranza

La ricerca delle coperture rappresenta uno dei principali ostacoli. Salvini ha sostenuto la necessità di una risposta più consistente e, guardando anche alla prossima manovra, ha evocato la possibilità di uno scostamento di bilancio di almeno 20 miliardi di euro.

Il tema si intreccia con le preoccupazioni legate ai costi dell’energia e alle conseguenze per il sistema produttivo. Secondo la posizione espressa dal leader della Lega, l’aumento dei costi potrebbe avere ripercussioni anche sui grandi cantieri nei prossimi mesi.

All’interno della maggioranza non mancano tuttavia posizioni differenti. Forza Italia ha manifestato perplessità rispetto all’ipotesi di interventi fiscali straordinari, con Antonio Tajani che ha espresso contrarietà a una possibile tassazione aggiuntiva considerata assimilabile a una nuova imposta.

Roma punta sugli extraprofitti a livello europeo

Accanto alla proroga delle accise, il governo italiano sta spingendo per affrontare a livello europeo il tema degli extraprofitti realizzati dalle società petrolifere ed energetiche.

Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno scelto di portare la questione sul tavolo dell’Unione europea. Il 22 agosto è stata inviata una lettera, sottoscritta anche da Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, indirizzata alla presidenza irlandese di turno del Consiglio Ue.

L’iniziativa nasce dalla situazione determinata dal conflitto in Medio Oriente, dalle difficoltà nelle forniture energetiche e dall’aumento dei prezzi. I Paesi firmatari chiedono un approccio comune europeo affinché le aziende che beneficiano della crisi contribuiscano a ridurne gli effetti sulla collettività.

Nella lettera viene inoltre sollecitata la conclusione dell’indagine europea sui margini delle raffinerie, con l’obiettivo di verificare se vi siano comportamenti opportunistici legati alla situazione del mercato.

La posizione della Commissione europea

La proposta italiana si confronta però con la competenza degli Stati membri in materia fiscale. Una portavoce della Commissione europea ha infatti ricordato che la tassazione degli extraprofitti rientra nelle competenze nazionali.

Palazzo Chigi ha replicato sottolineando i vantaggi di una soluzione coordinata a livello comunitario. Secondo il governo, un intervento uniforme sulle aziende petrolifere ed energetiche attive nel mercato unico consentirebbe di evitare trattamenti differenti tra Paesi e di preservare la competitività delle imprese.

La lettera viene quindi considerata da Roma soprattutto come un’iniziativa politica destinata ad aprire un confronto in sede europea, con particolare attenzione al percorso Ecofin. Il coinvolgimento della Germania viene interpretato come un elemento positivo, mentre la presidenza irlandese avrebbe mostrato interesse verso la proposta.

Nel frattempo, sul fronte interno, il primo obiettivo resta contenere nell’immediato il costo del diesel. Una nuova proroga di pochi giorni dovrebbe accompagnare il governo verso una soluzione più duratura e selettiva, mentre resta da definire sia la platea dei beneficiari sia la copertura finanziaria necessaria.

Redazione

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