Agosto 2025 ha segnato un nuovo record per i musei civici di Brescia, che hanno registrato 18.216 presenze. L’iniziativa di ingresso gratuito, già valida tutto l’anno per i nati e residenti in città, è stata estesa anche agli abitanti della provincia, determinando un incremento del 3,1% rispetto allo stesso mese del 2024.
L’iniziativa ha coinvolto i principali luoghi della cultura cittadina: il Museo di Santa Giulia, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Museo delle Armi Luigi Marzoli, il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia e il Parco archeologico di Brixia romana con la Vittoria Alata. Una rete di eccellenze che continua ad attrarre turisti e cittadini, rafforzando l’identità culturale del territorio.
Secondo i dati diffusi da Fondazione Brescia Musei, i visitatori della provincia hanno rappresentato la maggioranza, 15.957 ingressi contro i 13.695 del 2024 (+16,5%). In crescita anche i cittadini bresciani, 2.259 presenze, quattro volte superiori alla media mensile registrata tra gennaio e luglio.
L’estate culturale bresciana non si è fermata ai musei. Nell’arena “L’Eden d’estate”, allestita nel Viridarium di Santa Giulia, e nelle sale del Nuovo Eden, sono stati 7.370 gli spettatori che hanno assistito alle proiezioni cinematografiche (+11,5% rispetto al 2024). Oltre 150 persone hanno inoltre partecipato ai laboratori e alle attività formative organizzate per il mese di agosto.
La sindaca Laura Castelletti ha sottolineato come la gratuità rappresenti non solo un incentivo numerico, ma un gesto politico e sociale: “Abbattere il costo del biglietto significa eliminare una barriera, rendendo la cultura accessibile e favorendo momenti di socialità. La cultura è di tutti, ed è compito della politica garantirne la fruizione”.
Anche la presidente di Fondazione Brescia Musei, Francesca Bazoli, ha evidenziato il valore del progetto: “Questa iniziativa ha rafforzato il legame tra città e provincia, trasformando i musei in spazi vivi e condivisi, al centro della comunità e della sua identità”.
I risultati di agosto confermano dunque l’efficacia di un modello culturale inclusivo, capace di unire la dimensione turistica a quella sociale, e di valorizzare il patrimonio storico-artistico come bene comune.
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