Prosegue l’iter di rinnovamento del sistema di depurazione del Garda bresciano. Acque Bresciane, gestore unico del servizio idrico integrato, ha illustrato al Consiglio di Amministrazione dell’Ufficio d’Ambito di Brescia (Ato) il progetto aggiornato relativo al collettamento e alla depurazione dei reflui fognari dell’area gardesana. Si tratta di un passaggio tecnico preliminare che anticipa il deposito ufficiale degli elaborati e l’avvio formale della fase di approvazione.
Dal punto di vista infrastrutturale, il nuovo impianto di depurazione destinato a servire i Comuni bresciani — con l’esclusione di Desenzano e Sirmione, che continueranno a conferire i reflui a Peschiera — sarà realizzato a Esenta di Lonato. La collocazione è stata modificata rispetto alle ipotesi iniziali: l’impianto sorgerà circa un chilometro più a nord, in area industriale e non più agricola, accogliendo le richieste avanzate dall’amministrazione comunale.
Un altro elemento progettuale riformulato riguarda il tratto di condotta tra Toscolano e Salò. Per evitare pesanti ripercussioni sulla viabilità della Gardesana, già fortemente congestionata, la tubazione non verrà posata lungo la strada ma direttamente nel lago. Come chiarito dal direttore tecnico di Acque Bresciane, Mauro Olivieri, questa soluzione consentirà di comprimere drasticamente i tempi di realizzazione, riducendoli da circa tre anni a pochi mesi, a fronte però di un aumento dei costi stimato in circa 5 milioni di euro.
Le linee guida del progetto erano già state anticipate il 26 novembre scorso, durante l’ultima cabina di regia convocata presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dove erano emersi i principali punti fermi dell’intervento complessivo.
Sul piano economico, il quadro finanziario è stato aggiornato: l’investimento totale sale da 200 a 260 milioni di euro. Di questi, 94 milioni sono destinati alla realizzazione del nuovo depuratore, mentre 164 milioni serviranno per la rete dei collettori. Entro il primo semestre del 2026 è prevista l’attivazione della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via), mentre la Valutazione ambientale strategica (Vas) potrebbe non essere richiesta.
Successivamente si procederà con l’appalto del primo lotto operativo, che comprende il collettamento Toscolano-Lonato e il primo stralcio del depuratore di Lonato. L’obiettivo finale è la dismissione, entro il 2030, dell’attuale collettore sublacuale Maderno-Torri, ormai considerato giunto a fine ciclo operativo.
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