Il weekend di Pasqua ha portato grande afflusso turistico a Desenzano, ma anche un acceso dibattito tra operatori economici e cittadini. Al centro della discussione, la rassegna di street food senza glutine organizzata dal Comune, che ha animato il centro storico con una quindicina di food truck.
Se da un lato la manifestazione ha contribuito a vivacizzare la città in un periodo strategico per l’avvio della stagione turistica, dall’altro ha sollevato interrogativi sull’effettiva utilità di iniziative di questo tipo in un contesto già fortemente caratterizzato dalla presenza di attività di ristorazione. Molti esercenti si chiedono infatti quale sia il valore aggiunto di un festival gastronomico in un’area dove ristoranti, bar e pizzerie rappresentano già il cuore dell’offerta commerciale.
Secondo quanto documentato anche da video e testimonianze condivise sui social dagli stessi commercianti, la manifestazione avrebbe avuto un impatto diretto sulla distribuzione della clientela. In piazza Cappelletti, principale fulcro dell’evento, si sono registrate lunghe file davanti ai camion bar e tavoli affollati, mentre molte attività circostanti hanno visto ridursi sensibilmente la presenza di clienti.
La situazione si è ripetuta anche nelle vie limitrofe del centro storico, da via Roma a via Santa Maria, passando per piazze Malvezzi e Matteotti, dove il flusso di visitatori sembrava orientato quasi esclusivamente verso l’area dello street food. A ciò si sono aggiunte alcune criticità legate al decoro urbano, tra cui la segnalata insufficienza di servizi igienici e contenitori per i rifiuti, con conseguenti accumuli soprattutto nella zona del lungolago.
Inizialmente la reazione degli esercenti è stata di forte protesta, soprattutto per la percezione di una concorrenza diretta, aggravata dalla collocazione dei food truck in prossimità dei locali. Tuttavia, con il passare dei giorni, il confronto si è spostato su un piano più costruttivo.
Molti operatori si dichiarano infatti non contrari in assoluto a eventi di street food, ma chiedono una pianificazione più attenta: tra le proposte più condivise, quella di organizzare iniziative simili in periodi di bassa stagione o in aree meno centrali, come la Spiaggia d’Oro, evitando momenti di massimo afflusso turistico come il weekend pasquale.
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