Schianto mortale a Brescia: perde la vita motociclista 70enne

Tragico incidente in via Serenissima, vittima l’ex ristoratore Benedetto Fusco: inutile ogni soccorso

Un nuovo incidente mortale sulle strade bresciane riporta l’attenzione sulla sicurezza della viabilità locale. Nel pomeriggio di ieri, poco dopo le 17, Benedetto Fusco, 70 anni, ha perso la vita in seguito a un violento impatto tra la sua motocicletta e un’autovettura lungo via Serenissima, all’altezza dell’incrocio con via Buffalora.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, residente a Caionvico, stava percorrendo la strada in direzione Castenedolo quando si è trovato davanti una vettura, una Fiat 500X, immessasi da una via laterale. Il tentativo di frenare si è rivelato inutile e lo scontro è stato inevitabile, con conseguenze fatali per il motociclista.

L’impatto è stato particolarmente violento: la moto, una Honda 1000, è rimbalzata all’indietro mentre il conducente è stato sbalzato in avanti di alcuni metri. Le gravi lesioni riportate non hanno lasciato scampo al 70enne, deceduto praticamente sul colpo nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, che hanno tentato inutilmente le manovre di rianimazione.

Illeso, seppur sotto shock, il conducente dell’auto, residente a Torbole Casaglia, è stato accompagnato in ospedale per accertamenti. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia Locale di Brescia per i rilievi e la gestione della viabilità. Entrambi i mezzi sono stati posti sotto sequestro, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dell’incidente.

Tra le ipotesi al vaglio, oltre alla possibile velocità, anche un improvviso abbagliamento causato dal sole, che potrebbe aver ridotto la visibilità del motociclista. Saranno le verifiche tecniche a stabilire eventuali responsabilità, in un sinistro che si è consumato in pochi istanti.

La vittima era molto conosciuta anche nel vicino comune di Rezzato, dove per oltre trent’anni ha gestito la pizzeria Mozart, diventata un punto di riferimento per la comunità. Fusco aveva chiuso l’attività nel luglio scorso dopo 33 anni, lasciando un ricordo legato alla qualità del servizio e all’attenzione verso i clienti.

Il suo percorso nel mondo della ristorazione era iniziato giovanissimo, a soli 15 anni, attraversando tutte le fasi del mestiere fino ad aprire un locale proprio. La pizzeria, a conduzione familiare, era apprezzata anche per l’atmosfera accogliente, costruita insieme alla moglie Rosa e al figlio Marco.

Oltre alla ristorazione, Fusco coltivava una passione per le competizioni automobilistiche in salita, che gli aveva valso il soprannome di “pizzaiolo volante”. Un aspetto che contribuiva a delineare una figura conosciuta e stimata ben oltre l’ambito professionale.

La sua scomparsa si inserisce in un quadro preoccupante per la sicurezza stradale nel territorio. Con questo incidente, sale a 14 il numero delle vittime sulle strade bresciane dall’inizio del 2026, di cui cinque motociclisti. Un dato che evidenzia una crescente criticità, soprattutto per gli utenti su due ruote.

Particolarmente significativo è anche il fatto che l’incidente sia avvenuto a circa un chilometro di distanza da un altro sinistro mortale, avvenuto il 10 aprile, in cui aveva perso la vita un motociclista di 28 anni. Una coincidenza che riaccende l’attenzione su quel tratto stradale, già teatro di episodi gravi.

Benedetto Fusco lascia la moglie e due figli. Il ricordo della sua attività e del suo impegno professionale resta vivo nelle comunità che lo hanno conosciuto, mentre proseguono le indagini per chiarire ogni aspetto dell’accaduto.

Redazione

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