Maxi sequestro di siluri tra Brescia e Mantova: fermata una rete di pesca illegale

Un’ingente quantità di pesce è stata sottratta al mercato illegale nel corso di un’operazione condotta tra le province di Brescia e Mantova

pesce siluro

Un’ingente quantità di pesce è stata sottratta al mercato illegale nel corso di un’operazione condotta tra le province di Brescia e Mantova. Il bilancio parla di quasi sette quintali di siluri sequestrati, frutto di un’attività di pesca di frodo particolarmente invasiva e dannosa per l’ecosistema fluviale.

Determinante è stato l’intervento delle Guardie volontarie della Provincia di Brescia, appartenenti ai gruppi Nogez ed Enal Pesca, che da tempo avevano intensificato i controlli lungo il tratto di fiume interessato. Le verifiche erano partite in seguito a diverse segnalazioni da parte di cittadini e pescatori, che avevano notato movimenti sospetti nella zona. Durante l’operazione è stato richiesto anche il supporto dei carabinieri di Viadana.

L’azione decisiva si è svolta nei pressi del Ponte di Barche a Torre Oglio, in territorio mantovano. Qui gli operatori hanno individuato l’attrezzatura utilizzata per l’attività illegale: cavi elettrici impiegati per stordire i pesci, una tecnica vietata che compromette gravemente l’equilibrio dell’habitat acquatico.

Nel corso dell’intervento, uno dei presunti responsabili è stato fermato, mentre altri due sono riusciti a dileguarsi. Tuttavia, durante il controllo del veicolo utilizzato per il trasporto del pescato — successivamente sequestrato in base alla normativa contro il bracconaggio ittico — i militari hanno rinvenuto documenti d’identità riconducibili ai complici in fuga.

Redazione

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