Dai depositi scolastici a una mostra interattiva a Leno: gli studenti riscoprono un patrimonio dimenticato

Quello che per anni è rimasto nascosto in armadi, magazzini e cantine di scuole e abitazioni private oggi è tornato a raccontare la propria storia

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Quello che per anni è rimasto nascosto in armadi, magazzini e cantine di scuole e abitazioni private oggi è tornato a raccontare la propria storia. Un vasto patrimonio composto da reperti zoologici, strumenti scientifici e modelli didattici è stato infatti recuperato e valorizzato dagli studenti del Liceo scientifico dell’Istituto Capirola attraverso un progetto che ha trasformato oggetti dimenticati in protagonisti di una mostra aperta al pubblico.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Istituto superiore Capirola e il progetto L’Umana Dimora e ha coinvolto le classi 3ªA e 3ªB, affiancate dai docenti Valter Ferri e Roberta Gatta. I ragazzi si sono occupati dell’intero percorso di valorizzazione: dal recupero dei materiali alla loro pulizia, fino allo studio e alla catalogazione dei singoli reperti.

Nei vecchi laboratori scolastici si conserva spesso un patrimonio poco conosciuto ma di grande interesse storico e scientifico. Tra gli oggetti recuperati figurano animali conservati in formalina, esemplari imbalsamati, collezioni di insetti essiccati, favi di imenotteri, modelli anatomici tridimensionali e strumenti scientifici realizzati in materiali come legno, ottone e ghisa.

Materiali che per decenni hanno avuto una funzione didattica e che, con il passare del tempo, erano finiti in disuso. Grazie al lavoro degli studenti, questi reperti sono stati riportati all’attenzione della comunità scolastica e del territorio.

L’esperienza ha rappresentato anche un’importante occasione formativa. Il progetto è stato infatti sviluppato seguendo il principio del “learning by doing”, una metodologia che mette al centro l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta.

Gli studenti non si sono limitati a studiare i reperti sui libri, ma hanno lavorato concretamente alla loro conservazione e valorizzazione, acquisendo competenze trasversali che spaziano dalla ricerca storica alla divulgazione scientifica.

Redazione

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