Stazione Tav del Garda, cresce il fronte del No: «Opera inutile e costosa»

M5S e comitati locali contestano il progetto della fermata ad alta velocità tra Sirmione e Desenzano: dubbi su tempi di viaggio, costi e utilità dell’infrastruttura

Si accende il dibattito sulla possibile stazione dell’Alta Velocità del Garda, con un fronte contrario che si allarga e che definisce il progetto “inutile e dispendioso”. A rilanciare le critiche è il Movimento 5 Stelle, che ha promosso un’assemblea pubblica a Villa Brunati di Rivrivoltella per discutere l’impatto della nuova infrastruttura e coordinare le posizioni contrarie.

Il progetto prevede la realizzazione di una fermata intermedia sulla linea Av/Ac tra Milano e Venezia, in un’area individuata tra Sirmione e Desenzano, in prossimità delle località Brognoli e Pergola Vecchia. La posizione sarebbe a circa 10 chilometri da Desenzano e 6 da Sirmione, con collegamenti diretti lungo l’asse ferroviario Brescia-Verona.

Secondo i promotori del fronte del No, la nuova stazione rischierebbe di compromettere uno degli obiettivi principali dell’Alta Velocità, cioè la riduzione dei tempi di percorrenza tra Milano e Venezia. A sostenerlo è anche l’ingegnere dei trasporti Alberto Croce, che evidenzia come la presenza di una fermata intermedia potrebbe rendere difficile il rispetto dei tempi previsti per la tratta complessiva.

Croce sottolinea che, con le attuali caratteristiche tecniche dei convogli e della linea, l’inserimento di una nuova fermata avrebbe un impatto significativo sulla velocità media del collegamento tra Brescia e Verona, rendendo più complesso il raggiungimento degli standard di percorrenza previsti.

Ulteriori criticità vengono evidenziate anche in termini di accessibilità: secondo le osservazioni tecniche, i tempi di collegamento tra la nuova fermata e le stazioni già esistenti di Desenzano e Peschiera sarebbero tali da ridurre l’effettivo vantaggio per i passeggeri, annullando parte dei benefici attesi dall’Alta Velocità.

Il progetto, attualmente ancora in fase di studio di fattibilità tecnico-economica, si basa su elaborazioni avviate nel 2018 e successivamente aggiornate nel 2021, con ulteriori verifiche negli ultimi mesi. Al momento, il principale finanziamento certo riguarda 35 milioni di euro stanziati dal Cipess nel 2022 per la sola progettazione.

A rafforzare le critiche interviene anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pollini, che solleva dubbi sulla reale rispondenza dell’opera alle esigenze del territorio, chiedendosi se l’intervento sia coerente con le necessità dei cittadini e della mobilità locale.

Anche il consigliere comunale di Desenzano Andrea Spiller esprime contrarietà al progetto, ricordando come in passato lo stesso ambito ferroviario avesse già evidenziato perplessità sulla sostenibilità dell’opera. Secondo la sua posizione, le stazioni già presenti sul territorio, come Desenzano e Peschiera, dovrebbero essere valorizzate attraverso un incremento delle fermate dei treni ad Alta Velocità, invece di introdurre nuove infrastrutture.

Il dibattito resta aperto e si inserisce in una discussione più ampia sul futuro della mobilità ferroviaria del Garda, tra esigenze di sviluppo infrastrutturale e timori legati all’impatto economico e ambientale delle nuove opere.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Ultimi interventi in via Enrico Berlinguer: l’area, realizzata nell’ambito delle opere di compensazione per il...
Dal 8 settembre parte la prima fase del cantiere per la ricostruzione della soletta del...
Le macchine sono entrate in azione nell'area di piazzale Europa, alle spalle dell'Esselunga. Si apre...

Altre notizie