Avrebbe dovuto essere l’inizio di una nuova fase della sua vita, invece a soli cinque giorni dal matrimonio è arrivata la tragedia. Sara Stefini, 45 anni, è morta mercoledì sera a Brescia dopo un arresto cardiaco, al termine di un disperato tentativo di rianimazione.
La donna si era sposata appena pochi giorni prima, sabato 12 settembre, con rito civile a Polpenazze. Una giornata di festa condivisa con il marito Davide Martina, con la famiglia e con gli amici. Poi, nella serata di mercoledì, il drammatico malore nella sua casa di Moniga.
I soccorsi e il trasferimento a Brescia
L’allarme era scattato intorno alle 19, quando Sara aveva accusato improvvisamente un malore. Il marito aveva immediatamente contattato il 112, permettendo ai soccorritori di raggiungere in tempi rapidissimi l’abitazione.
L’ambulanza è arrivata circa quattro minuti dopo la chiamata. Le condizioni della 45enne sono apparse subito estremamente gravi: il suo cuore aveva smesso di battere e i sanitari hanno iniziato immediatamente le manovre di rianimazione.
Per circa un’ora e mezza i soccorritori hanno tentato di far ripartire il cuore della donna, utilizzando le procedure e le terapie necessarie in una situazione di arresto cardiaco. Nel frattempo è stato attivato anche l’elisoccorso.
L’elicottero ha quindi trasferito Sara a Brescia in circa otto minuti, dove è stata presa in carico dai sanitari. Nonostante la rapidità degli interventi e il lungo tentativo di rianimazione, però, per la donna non è stato possibile superare la crisi.
Sara è morta in ospedale nella stessa serata, poco prima delle 21.
L’autopsia e l’ultimo saluto
Considerata la giovane età della donna e la natura improvvisa del decesso, è stata disposta l’autopsia per accertare le cause della morte.
La salma è stata successivamente trasferita alla Sala del commiato Valtenesi Pedrotti di Manerba, dove familiari, amici e conoscenti possono portare l’ultimo saluto. La struttura è aperta alle visite dalle 9 alle 19.
Per domenica 20 settembre è stata programmata una veglia di preghiera alle 18. Il giorno successivo, lunedì 21 settembre alle 15, sarà celebrata la messa funebre nella chiesa parrocchiale di Moniga.
A piangere Sara ci sono il marito Davide, originario di Gavardo, i genitori Vincenzo e Carla, i suoceri Angelo, Giusy e Paolino, insieme a cognati, zii, nipoti e ai tanti amici che le erano vicini.
Una vita tra Brescia e il mondo
La storia personale di Sara Stefini racconta di una donna dinamica, con una formazione internazionale e numerose esperienze vissute lontano dall’Italia.
Nata e cresciuta a Brescia, aveva frequentato il liceo scientifico Calini, prima di proseguire gli studi all’università Ca’ Foscari di Venezia, dove aveva conseguito una laurea in Lingue orientali.
La sua formazione l’aveva portata a costruire una parte significativa della propria vita professionale all’estero. Per undici anni aveva vissuto a Shanghai, in Cina, lavorando come responsabile della qualità per Scout, azienda attiva nel settore dell’abbigliamento.
Successivamente aveva trascorso circa due anni a Istanbul, in Turchia, e aveva vissuto anche a Capo Verde. Un legame con quest’ultimo Paese era rimasto particolarmente forte, anche perché lì vive ancora la madre e la famiglia gestisce attività nel settore immobiliare.
Una tragedia arrivata dopo la festa
La morte di Sara ha colpito profondamente il territorio gardesano e le persone che la conoscevano. Solo pochi giorni prima aveva celebrato il matrimonio a Polpenazze, accanto all’uomo con cui aveva scelto di condividere la propria vita.
La successiva emergenza sanitaria si è consumata nell’arco di poche ore, nonostante l’intervento tempestivo dei soccorritori e il trasferimento in elicottero verso Brescia. L’autopsia dovrà fornire ulteriori elementi sulle cause dell’arresto cardiaco che ha provocato la morte della 45enne.
Nel frattempo, Moniga si prepara a darle l’ultimo saluto. La comunità e i familiari si ritroveranno lunedì pomeriggio nella chiesa parrocchiale per la cerimonia funebre, a pochi giorni da quella che avrebbe dovuto essere una delle fasi più felici della vita di Sara.
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