La scuola come spazio aperto, capace di unire e di favorire l’integrazione, ma anche come luogo nel quale formare cittadini autonomi e preparati ad affrontare i cambiamenti della società. È questo il filo conduttore dell’intervento pronunciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Amatrice, in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno scolastico.
Le parole del capo dello Stato sono arrivate a poche ore dall’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni relativo a due provvedimenti destinati a incidere sul sistema dell’istruzione: l’introduzione di un limite alla presenza di studenti stranieri nelle classi e il divieto di indossare il burka nelle aule. Nel suo intervento Mattarella non entra direttamente nel merito dei provvedimenti, ma concentra il discorso sui principi che, secondo la Costituzione, devono guidare la scuola.
Una scuola senza barriere
Il riferimento centrale è all’articolo 34 della Costituzione, richiamato esplicitamente dal presidente della Repubblica: «La scuola è aperta a tutti». Da questo principio Mattarella sviluppa una riflessione sul ruolo dell’istruzione nell’integrazione delle persone provenienti da altri Paesi e dei giovani nati in Italia da famiglie con una storia migratoria.
Per il capo dello Stato, la scuola rappresenta infatti una delle principali occasioni di incontro e di costruzione di rapporti tra persone e comunità differenti. Il suo compito non si limita alla trasmissione delle conoscenze, ma comprende anche la capacità di costruire coesione sociale e contrastare la formazione di ghetti e barriere.
Mattarella invita quindi a considerare l’istituzione scolastica come un luogo nel quale consolidare la fiducia tra studenti, famiglie, insegnanti e istituzioni. Una funzione che assume particolare importanza nei contesti nei quali emergono situazioni di disagio o conflitto.
Bullismo e aggressioni agli insegnanti
Nel suo discorso il presidente affronta anche il tema della sicurezza nelle scuole e delle difficoltà che possono caratterizzare la vita degli istituti. Tra gli elementi citati ci sono bullismo, gruppi e bande giovanili e aggressioni nei confronti degli insegnanti.
Secondo Mattarella, di fronte a queste situazioni il personale scolastico non può essere lasciato solo. La responsabilità deve coinvolgere anche le istituzioni e l’intera società, mentre alle famiglie spetta una parte fondamentale nel percorso educativo.
Il presidente richiama in particolare gli episodi di violenza che hanno coinvolto docenti, osservando come in alcuni casi siano stati protagonisti gli stessi ragazzi e, più frequentemente, i genitori. Nel suo intervento sottolinea la necessità di mantenere una forte alleanza educativa tra famiglie e insegnanti, considerata essenziale per affrontare le situazioni più problematiche.
Gli studenti al centro della società
L’inaugurazione dell’anno scolastico si è svolta ad Amatrice, uno dei luoghi maggiormente segnati dal terremoto del 2016 e ancora simbolo del percorso di ricostruzione. La cerimonia si è tenuta nella scuola dedicata a Sergio Marchionne, realizzata anche grazie a un contributo di quasi sette milioni di euro della Ferrari. Alla giornata era presente anche John Elkann.
Nel contesto della ricostruzione, Mattarella ha rivolto lo sguardo soprattutto al futuro, sostenendo la necessità di considerare gli studenti non semplicemente come destinatari dei servizi scolastici, ma come protagonisti della società di domani.
«Gli studenti non sono semplici utenti della scuola», ha sottolineato il presidente, evidenziando l’importanza di ascoltare la loro voce e di favorire la formazione di menti libere. L’istruzione, nella sua prospettiva, deve contribuire alla crescita della libertà individuale e alla capacità di sviluppare un pensiero autonomo.
L’intelligenza artificiale e il pensiero autonomo
Un’altra parte significativa dell’intervento ha riguardato il rapporto tra scuola, tecnologia e intelligenza artificiale. Un tema che Mattarella ha già affrontato in diverse occasioni e che ad Amatrice è stato collegato direttamente alla formazione delle nuove generazioni.
Il presidente ha posto l’accento sulla necessità di insegnare ai ragazzi a utilizzare le tecnologie senza rinunciare alla capacità di ragionare autonomamente. Smartphone, algoritmi e strumenti digitali possono offrire nuove possibilità, ma secondo Mattarella la scuola deve aiutare gli studenti a non trasformarsi in semplici destinatari di contenuti selezionati da sistemi tecnologici.
L’obiettivo indicato è quello di utilizzare le potenzialità degli strumenti digitali per pensare in modo libero e personale, mantenendo una capacità critica nei confronti di ciò che viene proposto dagli algoritmi.
In questa prospettiva, la scuola avrebbe anche il compito di «custodire e allenare» l’umanità e le capacità mentali degli studenti, evitando che il crescente peso della dimensione computazionale finisca per ridurre lo spazio dedicato al pensiero autonomo.
Investire nella conoscenza
Il discorso di Mattarella si conclude con un richiamo alle risorse necessarie per sostenere il sistema educativo. Una scuola capace di affrontare i cambiamenti della società, secondo il capo dello Stato, necessita di investimenti sul futuro, sulla conoscenza e sulla formazione.
L’istruzione viene così collegata direttamente alla capacità di un Paese di affrontare le trasformazioni dei prossimi anni. Il presidente ha sottolineato che la tendenza a concentrarsi sulle esigenze immediate non dovrebbe portare a consumare nel presente tutte le risorse disponibili, perché la solidità futura della società dipende anche dalle scelte compiute oggi.
Il messaggio rivolto da Amatrice è quindi ampio: la scuola deve essere accessibile, inclusiva, capace di creare legami e orientata alla formazione di persone libere e consapevoli. Nel richiamo all’articolo 34 della Costituzione, Mattarella ha inserito anche i temi dell’integrazione, della sicurezza, del rapporto tra famiglie e insegnanti, della tecnologia e degli investimenti nella conoscenza.
Un intervento che si è concluso tra gli applausi del pubblico presente, composto in larga parte da insegnanti, nel giorno scelto per dare ufficialmente il via al nuovo anno scolastico.
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