Delitto di Chiari, interrogato in ospedale il 21enne accusato di aver ucciso la madre

Eduart Xhani è stato ascoltato dal giudice per le indagini preliminari nel reparto di Neuropsichiatria dell'ospedale Civile di Brescia. Durante l'interrogatorio avrebbe confermato le proprie responsabilità, raccontando di aver valutato anche la possibilità di togliersi la vita prima dell'omicidio.

Proseguono gli accertamenti sul delitto avvenuto a Chiari, in provincia di Brescia, dove una donna di 39 anni, Meleqe Lusha, è stata uccisa a coltellate all’interno dell’abitazione di famiglia. Per l’omicidio è accusato il figlio, Eduart Xhani, 21 anni, che nelle ore successive al fatto è stato trasferito in ospedale e sottoposto a valutazione medica.

Il giovane è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari nella giornata di giovedì 5 novembre 2026. L’audizione, finalizzata alla convalida del fermo, non si è svolta in carcere, ma all’interno dell’ospedale Civile di Brescia, dove il ragazzo si trova ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria.

Una circostanza legata alle sue condizioni, che hanno richiesto il trasferimento nella struttura sanitaria già nelle ore immediatamente successive al delitto.

L’interrogatorio nel reparto di Neuropsichiatria

Davanti al giudice, Eduart Xhani avrebbe ripercorso quanto accaduto nell’appartamento di via Tagliata, dove viveva insieme alla madre. Secondo quanto emerso dalle prime informazioni sull’interrogatorio, il 21enne avrebbe confermato di essere stato lui a uccidere la donna.

Le dichiarazioni rese durante l’audizione sarebbero sostanzialmente in linea con quanto già raccontato agli investigatori nelle fasi iniziali dell’inchiesta.

Il giovane avrebbe inoltre riferito di aver attraversato una situazione psicologica particolarmente complessa, arrivando a prendere in considerazione anche l’ipotesi di togliersi la vita prima di aggredire mortalmente la madre.

Durante l’interrogatorio il ragazzo sarebbe apparso confuso, secondo quanto riportato dalle informazioni diffuse sulla vicenda. Un elemento che si aggiunge al quadro clinico e investigativo attualmente al vaglio degli inquirenti.

L’omicidio scoperto dopo la consegna ai carabinieri

Il delitto si è consumato nella serata di lunedì 2 novembre nell’abitazione di via Tagliata, a Chiari. La vittima, Meleqe Lusha, aveva 39 anni ed è stata colpita mortalmente con un’arma da taglio.

La vicenda è emersa nella mattinata successiva, quando Eduart Xhani si è presentato spontaneamente ai carabinieri, consegnandosi ai militari e facendo emergere quanto accaduto all’interno dell’appartamento.

Da quel momento sono scattati gli accertamenti delle forze dell’ordine per ricostruire la dinamica dell’omicidio e verificare le circostanze che hanno preceduto l’aggressione.

Il giovane è stato quindi fermato e trasferito all’ospedale Civile di Brescia, dove è rimasto ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria.

Gli accertamenti sulle condizioni del giovane

L’interrogatorio in ospedale rappresenta un passaggio importante nell’ambito del procedimento giudiziario, anche alla luce delle condizioni psicologiche riferite dal 21enne e della necessità di approfondire il suo stato di salute.

Il racconto relativo ai pensieri suicidari che avrebbero preceduto l’omicidio costituisce un ulteriore elemento da valutare nel corso delle indagini. Saranno gli accertamenti giudiziari e sanitari a chiarire il quadro complessivo e le condizioni del giovane.

Resta intanto al centro dell’inchiesta la morte di Meleqe Lusha, uccisa nella propria abitazione. Gli investigatori sono impegnati a ricostruire ogni aspetto della vicenda, compresi gli eventuali elementi di conflittualità familiare e le circostanze che hanno portato alla tragedia.

Redazione

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