Ponte di Legno, esercitazione sulla cabinovia: simulato il blocco di 100 passeggeri

Oggi, sabato 7 novembre, una prova interforze coinvolgerà elicotteri e squadre di soccorso terrestri sul primo tronco dell’impianto. L’obiettivo è verificare le procedure di evacuazione e la capacità di coordinamento in caso di emergenza.

Un guasto tecnico alla cabinovia, 25 cabine ferme in quota e circa cento persone da evacuare. Sarà questo lo scenario al centro dell’esercitazione interforze in programma sabato 7 novembre a Ponte di Legno, in provincia di Brescia. L’iniziativa, coordinata dalla Prefettura, interesserà il primo tronco dell’impianto e vedrà la partecipazione di diverse componenti del sistema di soccorso e protezione civile.

La simulazione riprodurrà una situazione di emergenza particolarmente complessa, nella quale i passeggeri rimangono isolati nelle cabine a causa di un problema di natura tecnico-strutturale. Per gestire l’operazione saranno mobilitati mezzi aerei, tra cui elicotteri, e squadre specializzate impegnate nelle attività di recupero da terra.

La prova non riguarda un incidente realmente avvenuto: si tratta di un’attività programmata a scopo addestrativo, pensata per verificare l’efficienza delle procedure e la collaborazione tra gli enti coinvolti.

L’attivazione dei soccorsi attraverso il 112

L’avvio delle operazioni è previsto alle 9, con una chiamata simulata al Numero unico di emergenza 112. Da quel momento verranno attivate le procedure necessarie per organizzare gli interventi e distribuire i compiti tra le diverse squadre operative.

Un ruolo centrale sarà affidato al Posto di comando avanzato interforze, che verrà allestito presso la sede della Sit. Da questa struttura saranno coordinate le attività di evacuazione, con il coinvolgimento congiunto degli operatori a terra e degli equipaggi degli elicotteri.

Il recupero dei passeggeri avverrà attraverso manovre individuali di evacuazione verticale e operazioni di trasferimento a terra. Si tratta di tecniche specialistiche che richiedono preparazione specifica, attrezzature adeguate e un coordinamento costante tra i soccorritori.

Una volta raggiunta una zona sicura, le persone evacuate saranno accompagnate in un’area appositamente predisposta per l’accoglienza. Qui verranno effettuati il triage sanitario e il censimento dei passeggeri, così da verificare le condizioni di ciascun evacuato e tenere traccia di tutte le persone coinvolte nella simulazione.

Prevista anche la gestione di pazienti simulati

L’esercitazione comprenderà ulteriori elementi per rendere lo scenario il più possibile vicino a una situazione reale. Tra i figuranti saranno infatti presenti persone con patologie simulate, che richiederanno agli operatori di applicare specifiche procedure di assistenza sanitaria.

Questo passaggio consentirà di verificare non soltanto la capacità di liberare le cabine, ma anche l’organizzazione delle attività successive al recupero. L’obiettivo è testare l’intera gestione dell’emergenza, dall’attivazione iniziale dei soccorsi fino all’accoglienza e alla valutazione sanitaria dei passeggeri.

Secondo il programma, le operazioni di sgombero dovranno concludersi entro mezzogiorno. La tempistica rappresenta uno degli aspetti da verificare durante la prova, insieme alla capacità delle diverse componenti di intervenire in modo coordinato.

Le difficoltà dei soccorsi in ambiente montano

L’evacuazione di una cabinovia bloccata in quota è considerata una delle situazioni più impegnative nell’ambito degli interventi di soccorso in montagna. Le difficoltà dipendono da diversi fattori: l’altezza delle cabine, l’esposizione alle condizioni meteorologiche, la conformazione del territorio e la presenza contemporanea di numerose persone da recuperare.

In questi contesti, la rapidità di attivazione e il coordinamento tra le squadre rappresentano elementi determinanti. Le operazioni possono richiedere tecniche di derivazione alpinistica e l’impiego di personale formato per lavorare in condizioni particolarmente delicate.

Proprio per queste ragioni, la prova di Ponte di Legno è stata organizzata con una pianificazione preventiva dettagliata. Non sarà lasciato spazio all’improvvisazione: ogni fase dovrà seguire procedure definite, con una catena di comando e controllo sottoposta a verifica durante lo svolgimento dell’attività.

Prevenzione in vista della stagione sciistica

La scelta del periodo non è casuale. L’esercitazione si svolgerà infatti a ridosso dell’avvio della stagione sciistica, in un comprensorio destinato ad accogliere un numero significativo di visitatori e turisti.

La Prefettura di Brescia considera la preparazione degli operatori e il controllo delle procedure di emergenza strumenti fondamentali per la tutela della sicurezza pubblica nelle località montane. La presenza di numerosi impianti di risalita e l’afflusso di persone durante i mesi invernali rendono necessario disporre di piani di intervento efficaci e aggiornati.

Al termine della simulazione saranno valutati i risultati delle attività, con particolare attenzione alle eventuali criticità emerse. Le indicazioni raccolte potranno essere utilizzate per perfezionare i protocolli e migliorare l’organizzazione dei soccorsi in caso di un eventuale blocco reale dell’impianto.

La Prefettura ha infine precisato che l’iniziativa è esclusivamente addestrativa e non deve essere interpretata come conseguenza di un guasto o di un’emergenza in corso. La comunicazione preventiva serve proprio a evitare preoccupazioni tra residenti e visitatori che sabato si troveranno nella zona della cabinovia.

Redazione

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