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Brescia, fine settimana con il sole. Ma resta il problema dello smog

Il miglioramento in termini di visibilità non sembra portare buone notizie per quanto riguarda la qualità dell'aria

Negli ultimi tempi, l’inverno si sta rivelando sotto una luce diversa, contrassegnata da una dicotomia tra condizioni atmosferiche più miti e un incremento preoccupante nei livelli di inquinamento. L’evoluzione climatica recente porta a giornate caratterizzate da sole radioso, con un deciso calo della nebbia che ha dominato le ultime settimane, eppure, il miglioramento in termini di visibilità non sembra portare buone notizie per quanto riguarda la qualità dell’aria.

In particolare, questo giovedì 1 febbraio segna l’inizio di un cambiamento con l’arrivo di correnti più calde dal sudovest, che determinano un lieve aumento delle temperature. Il termometro, nel corso del pomeriggio, toccherà punte di 12/13 gradi, anticipando una tendenza che vedrà le temperature mantenersi su valori piacevolmente miti per il periodo. Questa situazione di clima meno rigido continuerà a caratterizzare i giorni a venire, garantendo condizioni atmosferiche stabili e soleggiate, con un notevole range di escursione termica, soprattutto nelle ore centrali del giorno.

La prossima settimana non prevede variazioni significative, con l’affermarsi di un potente anticiclone di origine subtropicale che eserciterà la sua influenza sull’Europa centrale e mediterranea. Questo sistema anticiclonico promette di mantenere il tempo stabile e prevalentemente soleggiato, fatta eccezione per la presenza di nebbie notturne, fino almeno a venerdì 9. Nonostante una riduzione della nebbia, soprattutto nelle aree rurali, il panorama climatico rimane complicato da una problematica persistente di inquinamento atmosferico.

La stagione invernale, quest’anno, è segnata da un’inquietante costanza nella formazione serale di nebbia, alimentata dalla rapida condensazione dell’umidità notturna e dal raffreddamento post-tramonto. Questo fenomeno, unito alla stagnazione dell’aria causata dall’assenza di venti significativi e dall’inversione termica, contribuisce a trattenere gli inquinanti vicino al suolo. Le concentrazioni di polveri sottili e di biossidi di azoto, in particolare, raggiungono livelli allarmanti, ben oltre i limiti consentiti, aggravando la qualità dell’aria nelle zone di pianura.

Mentre le temperature si mantengono su valori miti, con minime intorno allo zero e massime che possono raggiungere i 14 gradi nei pomeriggi più caldi, l’attenzione rimane focalizzata sull’accumulo degli inquinanti. Un possibile cambio di scenario potrebbe verificarsi a partire dal 10/11 di febbraio, con l’arrivo di correnti fredde che potrebbero favorire la dispersione degli inquinanti, dando vita a una perturbazione “spazzasmog”. Fino ad allora, però, il contrasto tra la godibile mitezza climatica e i crescenti livelli di inquinamento resta un tema centrale di questa stagione invernale, riflettendo la complessità dei cambiamenti ambientali in atto.

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