Sicurezza a Brescia: la risposta della sindaca Castelletti

Affrontare la sicurezza a Brescia con un approccio integrato e proattivo: le strategie della sindaca Castelletti

La sindaca di Brescia, Laura Castelletti, affronta con serietà la questione della sicurezza in città, ribadendo l’attenzione dell’Amministrazione comunale e la volontà di affrontare il problema in modo trasversale. La recente violenza a Piazza della Vittoria ha sollevato preoccupazioni, ma la sindaca sottolinea la necessità di un approccio olistico a breve, medio e lungo termine.

In risposta alla proposta di Fratelli d’Italia per un presidio fisso della polizia locale in Piazza Vittoria, la sindaca sottolinea che la gestione della sicurezza non rientra nelle competenze del Comune ma è di competenza della Prefettura e della Questura. Castelletti chiarisce che l’Amministrazione comunale è pronta a cooperare e mettere a disposizione le risorse richieste per garantire la sicurezza.

La sindaca critica l’iniziativa di Fratelli d’Italia, definendola una mossa politica volta a creare polemiche anziché affrontare il problema in modo costruttivo. Si fa riferimento alla dichiarazione del sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni, che sostiene la necessità di maggiore organico delle forze di polizia.

Per affrontare la questione, l’Amministrazione comunale sta attuando un progetto interassessorile che coinvolge diversi uffici comunali, con un focus particolare sul coinvolgimento delle giovani generazioni. Eventi culturali, sportivi e artistici su misura verranno organizzati per coinvolgere attivamente i giovani e promuovere il rispetto civile e la convivenza pacifica.

Parallelamente, si sta lavorando alla revisione del regolamento di polizia locale, inclusa la possibile attivazione del Daspo urbano. La sindaca chiarisce che questa decisione verrà presa seguendo l’iter amministrativo e discutendo attentamente la sua applicazione.

La sindaca Castelletti conclude sottolineando l’importanza di un approccio integrato alla sicurezza, che coinvolga non solo le forze dell’ordine ma anche servizi sociali ed educativi, per affrontare in modo efficace le problematiche e i fenomeni borderline che coinvolgono i giovani, soprattutto in un contesto post-pandemico.

Redazione

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