Il Comune di Brescia ha recentemente incaricato la società di architettura CZStudio di Mestre di riprogettare il piazzale della stazione ferroviaria senza passare per una gara pubblica, una scelta che ha suscitato polemiche tra gli architetti locali e all’interno dell’amministrazione stessa. La decisione, formalizzata il 20 maggio, ha visto l’assessorato ai Trasporti optare per l’affidamento diretto, bypassando così il consueto iter concorsuale.
Critiche dall’Ordine degli Architetti
Gli architetti dell’Ordine di Brescia, per voce del presidente Molgora, hanno espresso forte disappunto per la mancanza di una gara pubblica, sottolineando come questa pratica sia diventata una triste consuetudine in città . “A Brescia le gare non si facciano,” ha dichiarato Molgora, evidenziando una frustrazione diffusa tra i professionisti del settore.
Il progetto di restyling
L’incarico conferito a CZStudio riguarda la riprogettazione di un’area chiave per la mobilità urbana, caratterizzata dalla presenza simultanea di tram, treni e metropolitana, e inserita in un complesso sistema di viabilità . Il progetto dovrà essere completato entro un mese, un termine ristretto che aggiunge ulteriori pressioni sulla società incaricata.
Implicazioni e reazioni politiche
All’interno della Loggia, il progetto ha generato divisioni, con alcuni consiglieri che criticano l’approccio dell’affidamento diretto. Il dibattito verte non solo sull’opportunità della scelta, ma anche sulle implicazioni etiche e trasparenti del bypassare una procedura concorsuale pubblica.
La riprogettazione del piazzale è un intervento cruciale per migliorare l’intermodalità e la gestione del traffico in una delle zone nevralgiche della città . Tuttavia, la modalità di affidamento del progetto rischia di offuscare i benefici attesi dall’intervento stesso, alimentando dubbi sulla trasparenza delle procedure amministrative.
Nonostante le critiche, il progetto va avanti con l’obiettivo di trasformare il piazzale della stazione in un nodo di trasporto più efficiente e moderno. Rimane da vedere se il Comune riuscirà a dissipare le preoccupazioni sollevate dagli architetti e a garantire un processo trasparente e inclusivo per futuri progetti.
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