Gli effetti devastanti dei cinghiali sulle colture e sulla sicurezza
I cinghiali, spiega Coldiretti Brescia, distruggono produzioni alimentari e sterminano raccolti, oltre a causare numerosi incidenti stradali, spesso con gravi conseguenze per le persone. La situazione è diventata una vera e propria emergenza nazionale, superando i limiti di guardia. Gli agricoltori di Coldiretti, presenti in tutte le regioni italiane, chiedono risposte immediate e un cambio di rotta nelle politiche di contenimento.
Durante il presidio milanese, allestito sotto la sede del Consiglio Regionale, è stata organizzata un’esposizione che mostra le principali colture danneggiate e i prodotti a rischio a causa dei cinghiali. Al fianco degli agricoltori, guidati dalla presidente di Coldiretti Brescia Laura Facchetti, erano presenti sindaci e rappresentanti delle istituzioni. Tra i manifestanti, molti esibivano cartelli con immagini degli incidenti stradali causati dai cinghiali e dei danni nei campi, accompagnati da slogan come “Basta danni ai nostri campi” e “Chiuso per cinghiali”.
Le testimonianze degli agricoltori
Alberto Buffoli, imprenditore di Vobarno, ha denunciato l’impossibilità di coltivare il mais nella sua zona a causa dei cinghiali, che contaminano anche i foraggi sollevando la terra. “Non possiamo più andare avanti così, servono regole chiare”, ha dichiarato Buffoli. Secondo Coldiretti, la proliferazione incontrollata dei cinghiali minaccia anche l’equilibrio ambientale, soprattutto nelle aree montane. Mauro Bertelli, sindaco di Irma e assessore all’agricoltura della Comunità montana Valle Trompia, ha spiegato come i cinghiali stiano provocando gravi danni sia all’agricoltura sia all’ambiente montano, con il rischio di dissesti difficili da riparare.
Anche Luca Masneri, sindaco di Edolo, ha sottolineato la gravità della situazione, evidenziando i problemi idrogeologici causati dai cinghiali, che creano frane e smottamenti modificando il terreno e i corsi d’acqua. “Non è solo una questione agricola, ne va di mezzo la sicurezza dei cittadini”, ha affermato Masneri, chiedendo un efficace contenimento dei cinghiali, una corretta gestione della caccia e azioni di sterilizzazione.
Il dramma degli agricoltori dell’alto Garda bresciano
Giulia Scaroni, imprenditrice agricola di Tremosine, ha raccontato come la diffusione incontrollata dei cinghiali stia compromettendo seriamente l’agricoltura nella sua zona, con molti agricoltori costretti a rinunciare alla semina dei cereali. Anche il settore vitivinicolo è duramente colpito, con raccolti della vendemmia ridotti drasticamente nonostante l’uso di reti elettrificate per proteggere i vigneti.
Infine, grande preoccupazione è stata espressa per il pericolo della diffusione della peste suina africana (Psa), portata dai cinghiali. Alberto Cavagnini, allevatore di suini a Milzano, ha sottolineato il rischio per la biosicurezza degli allevamenti, spiegando che la presenza dei cinghiali rappresenta una minaccia per le esportazioni e la sopravvivenza stessa delle aziende agricole. “Regione Lombardia deve prendere consapevolezza e trovare soluzioni a questo grande problema”, ha concluso Cavagnini.
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