Giacomo Bozzoli catturato grazie a intercettazioni e indagini scrupolose: lui continua a dichiararsi innocente

Una serie di errori porta alla cattura del latitante bresciano dopo mesi di fuga

La cattura di Giacomo Bozzoli, ricercato dalle forze dell’ordine italiane e dall’Interpol, è avvenuta grazie a una combinazione di intercettazioni telefoniche e un’attenta sorveglianza da parte dei carabinieri. Nonostante gli sforzi per nascondersi, una serie di errori e segnali inequivocabili hanno portato alla sua individuazione.

Intercettazioni e sorveglianza serrata

Le indagini sono iniziate quando una telefonata di Giacomo Bozzoli è stata intercettata, suggerendo che l’uomo fosse tornato nella provincia di Brescia. Da quel momento, i carabinieri hanno intensificato la sorveglianza, estendendo il controllo a varie abitazioni riconducibili a lui. Le ricerche sono culminate due giorni fa, quando i carabinieri hanno perquisito diverse case di parenti e conoscenti, senza però trovare tracce di Bozzoli.

La svolta a Soiano

La vera svolta è arrivata con la perquisizione della casa a Soiano, che si riteneva vuota dal 24 giugno. Al loro arrivo, i carabinieri hanno notato immediatamente alcuni indizi sospetti: il condizionatore acceso, lattine di Coca Cola e avanzi di formaggio. All’interno della casa sono stati trovati indumenti compatibili con quelli indossati da Bozzoli in un hotel di Marbella, confermando che l’uomo fosse stato lì recentemente.

La scoperta decisiva

Nonostante l’accuratezza della perquisizione iniziale, Giacomo Bozzoli non era stato trovato. Tuttavia, un successivo controllo ha portato alla scoperta dell’uomo nascosto nel cassone di un letto matrimoniale nella stanza degli ospiti. Bozzoli, consapevole della situazione, non ha opposto resistenza ma ha dichiarato la sua innocenza e il desiderio di vedere il figlio.

Le lettere di Bozzoli

Durante il periodo di latitanza, Bozzoli ha scritto lettere indirizzate a tre figure chiave: il procuratore Francesco Prete, il procuratore generale Guido Rispoli e il presidente della prima sezione penale Roberto Spanò. In queste lettere, Bozzoli ha sostenuto la propria innocenza, facendo riferimento a un cittadino austriaco che lo scagionerebbe e collegando le banconote trovate in casa di Giuseppe Ghirardini a questa persona.

Le indagini continuano

Con la cattura di Bozzoli, gli investigatori si stanno concentrando ora su chi possa averlo aiutato durante la latitanza. È stato aperto un fascicolo per procurata inosservanza della pena, e Bozzoli potrebbe essere interrogato come persona informata sui fatti. La determinazione degli inquirenti nel fare luce sui dettagli della fuga e sui complici di Bozzoli è evidente, mentre l’uomo cerca di avviare le procedure necessarie per vedere il figlio.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

vigili del fuoco
La squadra del distaccamento di Salò ha operato utilizzando un’autopompa e un’autobotte...
ambulanza
Attimi di apprensione nel pomeriggio di ieri, venerdì 11 settembre, a Gavardo, dove si è...
Strage piazza della Loggia
L’avvocato Marco Gallina impugna la decisione della Corte d’Appello di Brescia che aveva dichiarato inammissibile...

Altre notizie