Incontro a Erbusco con i Dogon del Mali: cultura e tradizioni a sostegno dei villaggi

L'Associazione “Sirio B” ospita due rappresentanti del popolo Dogon per raccontare la vita ei progetti di sviluppo in Mali

Venerdì sera, presso la Biblioteca di Erbusco , l’Associazione “Sirio B” ha accolto due ospiti speciali: Allaye Karembe , agronomo e mediatore di conflitti, e Inogo Dolo , agricoltore e guaritore. Entrambi sono esponenti del popolo Dogon , noto anche come il “Popolo delle Stelle”, originario del Mali. Grazie all’invito di Rosangela Zanni, presidente di Sirio B, hanno potuto condividere con il pubblico italiano le antiche tradizioni, i miti e le pratiche culturali della loro comunità.

Chi sono i Dogon e la loro cultura

I Dogon, un gruppo di circa 240.000 persone , vivono principalmente nella regione della Falesia di Bandiagara nel Mali, a sud del fiume Niger, con alcuni gruppi presenti anche in Burkina Faso. Noti per le loro straordinarie competenze in scultura, lavorazione dei metalli e agricoltura , coltivano principalmente miglio, caffè e tabacco. La loro cultura, tramandata per secoli, è ricca di simbolismi e legami profondi con le stelle, caratteristiche che li rendono un popolo affascinante e misterioso agli occhi del mondo occidentale.

Il lungo viaggio verso l’Italia e la missione a Erbusco

Dopo cinque anni di pratiche burocratiche per ottenere il passaporto, Karembe e Dolo sono finalmente arrivati ​​in Italia come rappresentanti della loro comunità, grazie all’associazione Sirio B, che si occupa di progetti di sviluppo e sostegno per i villaggi Dogon. La loro visita rientra nell’evento “Racconti del popolo Dogon – Falesia di Bandiagara- Mali”, organizzato da Sirio B, con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sulle difficoltà quotidiane del popolo Dogon, e promuovere raccolte fondi per realizzare progetti concreti.

La missione di Sirio B e il legame con i Dogon

L’associazione, guidata da Rosangela Zanni, è impegnata da anni in iniziative di solidarietà e collaborazione con i villaggi Dogon, offrendo supporto per l’accesso all’acqua potabile, l’istruzione e la sanità, spesso precarie nelle aree rurali del Mali. Questo incontro a Erbusco è stato l’occasione per creare un ponte tra cultura, promuovendo al contemporaneo una maggiore comprensione e rispetto per una comunità che lotta quotidianamente per preservare il proprio patrimonio culturale e affrontare sfide di sopravvivenza in un contesto segnato da conflitti e scarsità di risorse.

Redazione

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