Il Comune di Cazzago San Martino ha compiuto un passo simbolico e storico, annullando una controversa onorificenza risalente al ventennio fascista. Con i voti favorevoli della maggioranza e l’astensione delle minoranze, è stata revocata la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini il 20 maggio 1924. La richiesta, avanzata dall’ANPI locale, rappresenta un gesto di condanna verso il passato totalitario e un segnale di allineamento con i principi democratici sanciti dalla Costituzione italiana del 1948.
Come accaduto in numerosi altri comuni italiani, anche a Cazzago la cittadinanza onoraria a Mussolini non fu un atto spontaneo. Nel 1924, a due anni dalla Marcia su Roma, il regime fascista impose l’onorificenza tramite una circolare firmata dal deputato Giacomo Acerbo, indirizzata all’Associazione Nazionale dei Comuni Fascisti. Questo intervento aveva l’obiettivo di rafforzare il culto della personalità di Mussolini in vista della campagna elettorale, in un clima di controllo politico sempre più stringente.
Nella motivazione della revoca, si evidenzia che l’onorificenza non era frutto di adesione spontanea, bensì parte di una strategia politica volta a consolidare il consenso attorno al Duce. «Il fenomeno assunse dimensioni tali, non per spontaneismo e convinzione, ma per adesione al disegno politico di alimentare il culto del Duce», si legge nel documento approvato dal Consiglio comunale.
Il testo sottolinea inoltre il netto contrasto tra i valori democratici della Costituzione repubblicana e le politiche totalitariste promosse dal regime fascista. «Benito Mussolini, all’epoca Presidente del Consiglio dei Ministri e Duce del fascismo, fu a capo di una dittatura responsabile della soppressione delle libertà sociali, civili e politiche». La delibera ribadisce che tali libertà sono oggi saldamente riconosciute dalla Costituzione del 1948, rendendo inaccettabile mantenere un’onorificenza in netto conflitto con questi principi.
La decisione del Comune di Cazzago non ha trovato l’unanimità in aula, con le minoranze che hanno scelto l’astensione. Tuttavia, questo gesto rappresenta un’importante presa di posizione contro un’eredità storica che non può trovare spazio nella realtà democratica attuale. La revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini è un monito a mantenere viva la memoria storica e a vigilare affinché i principi della democrazia prevalgano su qualsiasi tentativo di revisionismo o apologia.
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