L’anticiclone che ha dominato il clima europeo durante le festività natalizie si sta lentamente allontanando, aprendo la strada a una debole perturbazione atlantica. Questo cambiamento, previsto per il 2 gennaio, porterà cieli grigi e un leggero peggioramento, soprattutto sulle regioni tirreniche, mentre il Nord Italia rimarrà in gran parte escluso dal fenomeno.
Nelle regioni settentrionali, la pioggia e la neve in quota resteranno assenti a meno che non si formi una depressione più intensa, capace di convogliare aria calda e umida dal Mediterraneo. Tuttavia, tali condizioni non sembrano all’orizzonte fino all’Epifania, quando potrebbe verificarsi un peggioramento più marcato con precipitazioni più consistenti.
Nebbia e nubi: cieli coperti fino all’Epifania
Nei prossimi giorni, il tempo rimarrà stabile e coperto fino al 6 gennaio. La nebbia, che ha ricoperto la Pianura Padana dalla fine del 2024, si solleverà gradualmente, lasciando spazio a una copertura nuvolosa persistente. Questa situazione è dovuta al passaggio di un fronte perturbato che manterrà cieli grigi e temperature in leggero rialzo, con valori minimi tra 2 e 4 gradi e massime comprese tra 6 e 8 gradi.
Solo verso la fine del weekend potrebbero verificarsi schiarite temporanee, ma senza variazioni significative nelle temperature.
Una perturbazione attesa dopo il 6 gennaio
Dopo l’Epifania, il clima potrebbe diventare più dinamico. Una seconda perturbazione potrebbe portare piogge, interessando anche il Bresciano tra lunedì sera e martedì mattina. Successivamente, correnti fredde provenienti da nord potrebbero abbassare le temperature, ma non si prevede un’ondata di freddo intensa. Gennaio sembra dunque avviarsi verso una fase senza eccessi, con temperature che continuano a discostarsi dai rigidi inverni del passato.
Gennaio sempre più mite negli ultimi anni
Negli ultimi decenni, gennaio ha raramente mostrato il volto invernale di un tempo. Il 2023 è stato il gennaio più caldo degli ultimi cento anni, mentre il 2021 ha fatto registrare temperature minime fino a -8° nelle campagne, segnando una rara eccezione. Anche il gennaio 2020 è stato tra i più rigidi degli ultimi vent’anni, ma in generale, il primo mese dell’anno tende a essere più simile a marzo.
A Brescia, gennaio non è stato quasi mai freddo negli ultimi dieci anni, ad eccezione del 2017. La neve è ormai assente da fine 2020, con accumuli misurabili che non si verificano da allora. Questo fenomeno sembra riflettere una tendenza generale verso inverni sempre più miti, con temperature sopra la media di 2-4 gradi.
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