Si concluderà lunedì 17 febbraio la mostra “Il Rinascimento a Brescia. Moretto, Romanino, Savoldo 1512-1552”, allestita presso il Museo di Santa Giulia. Tra le opere esposte, una delle più significative era lo stendardo dei disciplini del Moretto, che tuttavia è stato gravemente danneggiato giovedì sera in seguito a un incidente.
L’opera è attualmente ancora collocata nel percorso espositivo, all’interno della sezione “Devotione”, ma è stata coperta da un drappo blu per impedirne la visione al pubblico. A partire dal 17 febbraio, con la fine della mostra, lo stendardo sarà trasferito in una sala adiacente, dove inizierà il restauro affidato al laboratorio Marchetti e Fontanini, lo stesso che aveva già eseguito un precedente intervento conservativo prima dell’esposizione.
L’incidente e le conseguenze
L’episodio è avvenuto giovedì sera, quando una visitatrice è inciampata e, nel tentativo di sorreggersi, ha urtato la tela con le mani, provocando uno strappo significativo. L’opera è stata immediatamente messa in sicurezza sotto la supervisione della restauratrice Luisa Marchetti, accorsa sul posto per valutare i danni.
Il direttore della Fondazione Brescia Musei, Stefano Karadjov, ha assicurato che l’opera è coperta da un’assicurazione e che il danno, sebbene rilevante, non pregiudica un pieno recupero: “Il taglio è netto, senza sfrangiature né perdite pittoriche, il che facilita l’intervento di restauro”. Inoltre, la porzione di tela interessata è una tunica, elemento meno complesso da ripristinare rispetto a un volto o una mano.
Tuttavia, il restauro richiederà un’operazione delicata, poiché lo stendardo è dipinto su entrambi i lati e non può essere supportato sul retro come avviene per un quadro.
Un’opera di valore storico
Lo stendardo dei disciplini è legato alla figura di Antonio Canova, che lo acquistò dalla famiglia Ottoboni per portarlo nel tempio canoviano di Possagno, dove è conservato abitualmente. In passato, l’opera fu attribuita erroneamente al Pordenone, un’ipotesi sostenuta fino al 1909, quando lo storico Claudio Gamba individuò nella Madonna del Carmelo affinità stilistiche con il Moretto. L’attribuzione definitiva venne stabilita nel 1921 dallo studioso Giuseppe Fiocco.
L’attenzione del pubblico e della critica
La notizia dell’incidente ha suscitato grande clamore, con numerose richieste di fotografare l’opera danneggiata, che però è rimasta nascosta alla vista dietro un drappo. L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle opere d’arte nei musei e sulle misure di protezione necessarie per evitare danni accidentali.
Ora, la priorità è garantire un restauro accurato per riportare l’opera al suo splendore e consentirne in futuro una nuova esposizione.
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