Nei piccoli centri della provincia di Brescia, lo spopolamento è una realtà sempre più evidente. La popolazione complessiva, tra il 2014 e il 2024, è aumentata di appena lo 0,4%, raggiungendo circa 1.263.000 abitanti. Tuttavia, questa crescita si concentra nelle città e nelle zone turistiche, mentre le aree interne, dalle valli alla pianura, si svuotano progressivamente. Scuole chiuse, servizi ridotti e attività commerciali in difficoltà sono solo alcune delle conseguenze di questo fenomeno.
Tra i comuni più colpiti si segnala Ceto, in Valcamonica, che ha perso il 15% della popolazione negli ultimi anni, con un indice di vecchiaia allarmante: 220 anziani ogni 100 bambini. Bagolino, noto per il suo celebre carnevale e il formaggio Bagòss, ha visto un calo del 10%, passando da 4.000 a 3.600 residenti. La situazione più drammatica si registra a Magasa, dove la popolazione è ormai ridotta al minimo.
Nonostante il trend negativo, alcuni borghi cercano di reagire. Le strategie adottate spaziano dalla valorizzazione del turismo locale alla promozione di incentivi per chi sceglie di trasferirsi nelle aree interne. Inoltre, il cambiamento climatico sta contribuendo a rendere alcune zone più attrattive, con nuovi abitanti che vedono in questi luoghi un’opportunità per un diverso stile di vita.
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