Rachid Karroua, 46enne di origini marocchine residente a Barghe , si è difeso questa mattina, 21 marzo , davanti al Gip Federica Brugnara , negando ogni coinvolgimento in attività terroristiche. “Non sono un terrorista, sono lontano dal mondo della violenza. Ho frequentato gruppi online solo per curiosità”, ha dichiarato l’uomo, arrestato con l’accusa di addestramento ad attività con finalità di terrorismo .
L’avvocato Carla Ragna non ha presentato richieste per misure alternative alla detenzione. Nel frattempo, fuori dal carcere di Brescia , la moglie si è detta sotto choc , sostenendo che il marito non sia la persona descritta nelle indagini.
L’arresto e le accuse
Karroua è stato fermato in seguito a un’indagine della Procura di Perugia , che ha portato alla luce il suo coinvolgimento nei gruppi WhatsApp riconducibili allo Stato Islamico . L’accesso a questi gruppi era consentito solo su invito di altri membri, un elemento ritenuto particolarmente rilevante per gli investigatori.
Le forze dell’ordine hanno sequestrato materiale propagandistico jihadista e manuali su come fabbricare armi artigianali , trovati all’interno di una rimessa nella sua disponibilità . Inoltre, durante la perquisizione sono stati scoperti numerosi manoscritti inneggianti al martirio e alla guerra santa .
Indagini e sviluppo del caso
L’indagine, iniziata nel novembre 2023 , è stata condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Perugia , dalla DIGOS di Brescia – Sezione Antiterrorismo , con il supporto della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e del Servizio Centrale Polizia Postale .
Domani mattina, nel carcere di Brescia , Karroua sarà nuovamente interrogato. Nel frattempo, il sindaco di Barghe, Gian Battista Guerra , ha espresso sorpresa per l’arresto, dichiarando che l’uomo non aveva mai dato problemi nella comunità.
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