Passaggio di consegne alla guida di Confindustria Brescia: Paolo Streparava è il nuovo presidente dell’associazione per il quadriennio 2025-2029. L’investitura è avvenuta ufficialmente durante l’assemblea generale 2025, svoltasi al Teatro Dis_play del Brixia Forum, dove l’imprenditore ha raccolto il testimone da Franco Gussalli Beretta, chiudendo così un percorso iniziato nei mesi scorsi con il sostegno di oltre 140 aziende associate.
Con il titolo “Nuovi orizzonti: l’impresa continua”, l’assemblea ha posto al centro il futuro dell’industria bresciana in un contesto globale segnato da transizioni tecnologiche, tensioni geopolitiche e criticità energetiche. Streparava, amministratore delegato dell’omonimo gruppo con sede ad Adro e figura già attiva all’interno dell’associazione, ha presentato una visione articolata per affrontare le sfide del prossimo ciclo industriale.
Tre i pilastri programmatici enunciati dal nuovo presidente: apertura, cambiamento e crescita. “Dobbiamo essere audaci e visionari – ha dichiarato nel suo primo discorso ufficiale –. L’impresa deve guardare avanti, accogliendo il cambiamento come opportunità e non come minaccia”.
Sul piano operativo, il nuovo Cda vedrà otto vicepresidenti con deleghe strategiche, tra cui Innovazione, Internazionalizzazione, ESG, Relazioni industriali, Cultura d’impresa e Finanza. Obiettivo dichiarato: rendere l’industria bresciana più resiliente, competitiva e proiettata verso l’Europa.
Streparava ha poi sottolineato le criticità che il comparto industriale locale sta affrontando, a partire dalla transizione ambientale dettata dal Green Deal europeo, passando per l’aumento dei costi energetici, fino a un crescente disallineamento tra domanda e offerta di competenze professionali. L’industria bresciana, ha ricordato, impiega oltre 153.000 persone in 13.000 aziende, ma quasi la metà della forza lavoro ha più di 45 anni. “Senza un ricambio generazionale adeguato e politiche migratorie efficaci – ha avvertito – si rischia una perdita economica di oltre 90 miliardi entro il 2043.”
Il settore manifatturiero, e in particolare l’automotive, è al centro della riflessione di Streparava, che ha posto l’accento sulla crisi tedesca e il suo impatto sull’export locale. “Con 1,7 miliardi di export e 2,5 miliardi di fatturato, il comparto automotive bresciano è vitale, ma necessita di misure strutturali per reagire al rallentamento della domanda internazionale.”
Sul fronte energetico, il presidente ha lanciato un chiaro appello: “Paghiamo l’energia elettrica molto più di Francia, Germania e Spagna. Serve una riforma strutturale del meccanismo di determinazione dei prezzi, che oggi penalizza il nostro sistema produttivo.”
Tra le priorità indicate anche il rilancio infrastrutturale, con attenzione a progetti locali come l’autostrada della Valtrompia, l’aeroporto di Montichiari, la Corda Molle e lo scalo merci ferroviario di Brescia. In parallelo, Streparava ha promesso impegno sul fronte della semplificazione burocratica, denunciando i rallentamenti legati al PNRR: “Bandi lenti e procedure disomogenee stanno ostacolando la ripresa.”
Ampio spazio anche alla formazione e alla digitalizzazione, considerate leve imprescindibili per una trasformazione sostenibile e duratura. “Promuoveremo la cultura industriale e valorizzeremo i giovani, ai quali dobbiamo riservare un’attenzione particolare”, ha dichiarato.
Infine, un messaggio di unità e determinazione: “L’Italia migliore si costruisce insieme, giorno per giorno. Metteremo ascolto, passione e competenza al servizio delle nostre imprese.”
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