Uno degli aspetti più evidenti degli scrutini finali del 2025 nella provincia di Brescia è la forte disomogeneità tra scuole, e persino tra classi dello stesso istituto. Alcuni licei, come il Copernico di Brescia e il Fermi di Salò, hanno registrato il 100% di ammessi all’esame di Maturità. Altri, invece, presentano numeri ben diversi: al professionale Tartaglia, ad esempio, sono 13 le classi coinvolte, di cui 8 al diurno e 5 al serale, con numerosi studenti fermati. Situazioni simili emergono anche all’IIS Golgi di Brescia e all’istituto Dandolo, dove in alcune sedi si registra un alto numero di non ammessi.
Secondo quanto rilevato da AlmaLaurea, il contesto economico e culturale delle famiglie continua ad avere un ruolo importante nella riuscita scolastica. Questo si traduce in una maggiore selezione nei percorsi professionali e, in parte, nei tecnici rispetto ai licei. Tuttavia, a incidere sono anche le differenze di approccio dei singoli docenti: c’è chi adotta criteri di valutazione più severi e chi è più flessibile. Una certa dose di soggettività resta inevitabile e contribuisce ad amplificare le disparità.
Rispetto allo scorso anno, quando a sostenere l’esame erano gli studenti segnati dalla pandemia, si registra un lieve miglioramento. Su 9.004 studenti di quinta superiore nel Bresciano, la quota di non ammessi si attesta tra lo 0 e il 5%, a seconda dell’istituto. In prima superiore, però, le percentuali restano alte: in alcuni casi fino al 25%. Alla Maturità, invece, il 99% degli studenti che arriva all’esame viene generalmente promosso. È importante considerare anche i “non scrutinati”, ovvero coloro che si sono ritirati o non hanno raggiunto la frequenza minima.
Daniela Gorgaini, dirigente dell’IIS Golgi, sottolinea: «Partiamo da un 20% di non ammessi in prima, scendiamo al 9% nelle classi successive, fino al 3% in quinta. Tuttavia, abbiamo anche una percentuale consistente di giudizi sospesi: dal 18 al 30% a seconda delle classi».
Al liceo classico cittadino, la dirigente Elena Lazzari riporta dati decisamente positivi: «Su 131 studenti di quinta, in tre classi non ci sono stati fermati. Il 15% ha una media del 9 o superiore, e 12 sono candidati alla lode».
Simonetta Tebaldini, dirigente dell’IIS Castelli, aggiunge: «Nei percorsi tecnici come i nostri, i ragazzi devono essere pronti per entrare nel mondo del lavoro o proseguire all’università. È richiesto un alto livello di preparazione e selezione».
Con la conclusione degli scrutini prevista entro questa settimana, si avrà il quadro definitivo della situazione scolastica bresciana. Intanto, molti docenti si preparano a ricoprire il ruolo di commissari esterni in altri istituti. I presidi, come da normativa, saranno presidenti di commissione in sedi diverse dalle proprie. L’appuntamento con la prima prova scritta, quella di italiano, è fissato per il 18 giugno.
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