Un saldo negativo vicino ai 700mila euro e un pubblico ben al di sotto delle aspettative. È con questi dati che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Loggia ha espresso forti perplessità sulla gestione della mostra “Il Rinascimento a Brescia. Moretto, Romanino, Savoldo 1512-1552”, allestita da Brescia Musei tra ottobre 2024 e febbraio 2025 presso il Museo di Santa Giulia.
L’evento, costato oltre un milione di euro, ha registrato appena 25.798 ingressi, di cui solo 19.143 paganti, contro un obiettivo dichiarato di 35mila visitatori. Un risultato che, senza il sostegno di fondi pubblici, avrebbe lasciato un disavanzo economico stimato in circa 700mila euro. Il capogruppo Mattia Margaroli ha annunciato l’intenzione di richiedere un’audizione della presidente di Brescia Musei per chiarire i motivi di un bilancio così deludente, malgrado una campagna promozionale molto visibile.
Tra i costi più contestati figurano 468mila euro per trasporti e allestimenti e oltre 100mila euro per la comunicazione, che – secondo i consiglieri – avrebbe portato visibilità nazionale soltanto in occasione della polemica sullo stendardo esposto. Critiche anche all’impostazione espositiva, ritenuta debole sia nei contenuti che nel percorso: solo 31 dipinti, 15 libri antichi e 10 oggetti, meno di quanto offerto in mostre simili. Il tracciato, inoltre, sarebbe stato poco evidente sin dall’ingresso, contribuendo a una fruizione meno efficace.
“I dati si commentano da soli”, ha affermato il consigliere Carlo Andreoli, che ha ricordato come la mostra su Ceruti avesse già suscitato malumori per i risultati modesti. A ciò si aggiunge una riflessione più ampia: “Dove vuole andare la città dal punto di vista culturale?”, si chiede Andreoli, denunciando l’assenza di una strategia condivisa.
A offrire proposte costruttive è stata Mariangela Ferrari, che ha sottolineato la necessità di una programmazione integrata tra città e provincia, capace di valorizzare l’intero patrimonio artistico e museale del territorio. I numeri delle rassegne provinciali confermano la validità dell’approccio diffuso: oltre 70mila visitatori per “I Macchiaioli” nel 2024 e già 75mila nel 2025 per “La Belle Époque”, contro i numeri contenuti delle mostre cittadine.
Il capogruppo Giovanni Posio ha parlato apertamente di “fallimento della politica culturale dell’Amministrazione”, lamentando la fine dell’onda lunga di Brescia Capitale della Cultura e l’assenza di una visione strategica. “I fondi vengono spesi senza ritorni e senza un piano condiviso”, ha dichiarato. Margaroli ha infine sollevato un punto politico: la cultura sarebbe stata di fatto delegata a Brescia Musei, quando invece «la linea dovrebbe essere dettata dagli assessorati comunali».
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