Il Patto per il Nord Brescia lancia un appello alla mobilitazione popolare, prendendo posizione contro l’annunciata introduzione del pedaggio sulla Corda Molle e contro il blocco dei veicoli diesel Euro 5 in arrivo a ottobre. La protesta, guidata dal segretario provinciale e sindaco di Quinzano d’Oglio Lorenzo Olivari, partirà domani mattina a Montichiari per poi proseguire per tre domeniche consecutive in altrettanti comuni della Bassa bresciana.
Il calendario delle manifestazioni prevede presidi domenicali in piazza Santa Maria a Montichiari, in via Santissima a Borgosatollo, e in piazza Garibaldi a Quinzano d’Oglio, dove il ciclo si concluderà il 6 luglio. Gli attivisti annunciano una mobilitazione in difesa di pendolari, lavoratori e cittadini, colpiti – secondo il movimento – da provvedimenti che penalizzano chi ogni giorno si sposta per lavoro.
Olivari non usa mezzi termini e definisce la misura “una scelta classista”. Nel mirino il pedaggio che sarà applicato sulla Corda Molle, asse stradale strategico per la mobilità nella provincia di Brescia. “A Brescia, o sei ricco o non puoi permetterti di lavorare – attacca il sindaco –. Un tempo si lavorava per migliorare le proprie condizioni di vita, oggi invece chi lavora è costretto a sostenere costi insostenibili per spostarsi”.
Il pedaggio, secondo i calcoli del Patto per il Nord Brescia, potrebbe costare ai pendolari fino a 800 euro l’anno, una somma ritenuta sproporzionata per chi utilizza quotidianamente quella tratta. A preoccupare ulteriormente è anche il blocco della circolazione dei veicoli diesel Euro 5, in programma da ottobre in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, per motivi ambientali. “Centinaia di lavoratori rischiano di restare a piedi o di essere costretti a cambiare auto”, sottolinea Olivari.
A rendere ancora più tesa la situazione è stata la comparsa di cartelli stradali lungo la Corda Molle, nella zona di Torbole Casaglia, dove i teli oscuranti spostati dal vento la scorsa settimana hanno rivelato l’avviso di pagamento in modalità free flow, senza barriere. Un segnale concreto dell’imminente attivazione del sistema, che ha riacceso la polemica.
“Una follia – conclude Olivari – che dipinge un mondo al contrario: chi ha voglia di lavorare viene ostacolato, mentre si ingrassano le casse di chi gestisce tratte stradali da nababbi”. Il Patto per il Nord Brescia promette di dare voce al malcontento crescente tra i cittadini della provincia, con l’obiettivo di bloccare un provvedimento che viene definito “iniquo e penalizzante”.
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