Nel tardo pomeriggio di giovedì sono ricomparsi cartelli segnaletici lungo la Corda Molle, subito prima dei portali dotati di telecamere. La scritta è inequivocabile: “Telepass”, accompagnata da icone di un’auto, una videocamera e il simbolo dell’euro. Tuttavia, poche ore dopo, gli stessi cartelli sono stati coperti con teli neri. Una mossa che ha riacceso l’allarme tra i sindaci del territorio, da sempre contrari all’introduzione del pedaggio su quel tratto stradale.
Autovia Padana, gestore della direttrice Ospitaletto–Montichiari, ha chiarito che non ci sono novità operative: «Non è prevista alcuna attivazione del pedaggio. Stiamo solo svolgendo attività calendarizzate di installazione della segnaletica, come già accaduto nel dicembre scorso. I pannelli vengono oscurati in attesa delle indicazioni ufficiali del Ministero. È una prassi prevista». L’azienda ribadisce dunque che l’intero processo resta subordinato all’approvazione del Mit.
Nonostante le rassicurazioni, il sistema di rilevamento è ormai pronto: lungo i 13 chilometri della bretella sono già attivi 12 sensori che monitorano il passaggio dei veicoli. La modalità di pedaggio prevede il pagamento diretto tramite Telepass o l’invio di un bollettino per chi ne è sprovvisto. Il principio è quello del sistema “free flow”, senza barriere, con obbligo di pagamento entro 15 giorni.
L’introduzione del pedaggio non è una novità dell’ultima ora. Era già contemplata nell’accordo firmato nel 2015 e aggiornato nel 2018, che prevedeva il recupero dei 160 milioni di euro investiti nella realizzazione del tratto. Tuttavia, la Provincia di Brescia e i 25 sindaci dei comuni attraversati dal tracciato continuano a chiedere tariffe agevolate per pendolari e residenti. Per rendere possibile tale agevolazione, però, serve un intervento economico da parte del Ministero delle Infrastrutture, che garantisca la copertura del mancato incasso per la concessionaria.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da parte sua, ribadisce che «nessun pedaggio può essere introdotto senza approvazione ministeriale». Nonostante ciò, i segnali sul territorio parlano di una macchina pronta a partire, in attesa solo del via libera politico. Una situazione che alimenta le incertezze, mentre le rassicurazioni del ministro Matteo Salvini restano appese a un filo, spesso smentite dai fatti. Per ora tutto resta in sospeso, ma i cartelli sono lì. Pronti a essere scoperti al momento opportuno.
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