Un’operazione coordinata dalle autorità giudiziarie ha portato alla luce un’organizzazione virtuale che, attraverso gruppi Telegram e TikTok, avrebbe promosso contenuti di stampo razzista, suprematista e fascista, con 29 persone attualmente indagate, tra cui un giovane di 21 anni residente nella provincia di Brescia.
L’indagine è partita a dicembre 2023 grazie a un’attività di monitoraggio avviata dal Ros (Raggruppamento Operativo Speciale) dei Carabinieri di Brescia. L’attenzione degli investigatori si è concentrata inizialmente sui profili social di un ragazzo bresciano, che secondo gli inquirenti risulterebbe un membro attivo di diversi canali online estremisti. Le chat prese in esame veicolavano contenuti di stampo neonazista, messaggi di incitamento all’odio e alla violenza, oltre che negazionismo della Shoah e apologia del fascismo.
Tra i nomi dei gruppi online, spiccano sigle esplicite come “White Lives Matter Italia”, “Vannawaffen TM”, “Spirito Fascista”, “Casa del Fascio” e “Sangue e Suolo”. In queste chat, i partecipanti diffondevano messaggi contro persone di colore, di religione islamica e appartenenti alla comunità LGBTQ+, oltre a veri e propri inviti ad azioni violente contro stranieri e minoranze.
Il giovane bresciano è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il provvedimento è stato eseguito all’alba di giovedì 17 luglio, nell’ambito di un’operazione più ampia che ha coinvolto l’intero territorio nazionale. In totale sono state effettuate 26 perquisizioni in diverse regioni italiane.
I reati contestati ai 29 indagati comprendono l’istigazione all’odio razziale, la propaganda fascista, l’apologia del nazismo e l’incitamento a compiere atti violenti per motivi etnici o religiosi. All’interno del gruppo figurano principalmente giovani tra i 18 e i 25 anni, ma anche cinque minorenni all’epoca dei fatti sono finiti sotto inchiesta.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, la rete si basava sulla condivisione anonima di contenuti estremisti, che esaltavano la superiorità della razza bianca e promuovevano una visione revisionista e distorta della storia, in particolare negando l’Olocausto e glorificando regimi totalitari del passato.
L’intervento delle autorità è stato coordinato dalla Procura di Brescia e dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, che hanno sottolineato il carattere organizzato e transregionale dell’operazione. Gli investigatori ritengono che i soggetti coinvolti non fossero semplici utenti passivi, ma promotori attivi di un progetto di radicalizzazione ideologica online.
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