Sono stati finalmente rintracciati i familiari di Muhammad Farukh Shah, il 33enne pakistano deceduto martedì scorso in seguito ai gravi traumi riportati in un incidente stradale a Gargnano. L’uomo, che si trovava in Italia per lavoro, stava rientrando a casa in bicicletta a pedalata assistita quando, in un tratto rettilineo, si è scontrato con una vettura guidata da un collega.
Il drammatico incidente
Il sinistro è avvenuto al termine della giornata lavorativa. Subito soccorso e trasportato in condizioni disperate all’ospedale Civile di Brescia, Shah è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico nella notte, ma i tentativi dei medici si sono rivelati vani. La sua morte ha sconvolto i colleghi del Lefay Resort, la struttura di lusso dove era impiegato, e l’intera comunità locale.
La ricerca dei parenti
In un primo momento, i familiari non erano stati rintracciabili: Shah aveva lasciato al lavoro un numero di emergenza riferito ai genitori, che si pensava residenti in Danimarca, ma le chiamate sono rimaste senza risposta. A colmare il vuoto è stato il passaparola sui social, grazie al quale è stato rintracciato uno dei fratelli, che ha poi informato i genitori attualmente residenti in Pakistan.
Rimpatrio e indagini
Il vice commissario della Polizia Locale di Gargnano, Monica Bertasio, ha precisato che il magistrato non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia. Sono quindi già state attivate le procedure per il rimpatrio della salma in Pakistan, permettendo alla famiglia di dare l’ultimo saluto al giovane lavoratore.
Il cordoglio del Lefay Resort
Profondo il dolore espresso dal gruppo Lefay, che in una nota ha ricordato Shah come un collaboratore esemplare: “La Famiglia Leali, tutti i colleghi e l’intero Gruppo Lefay esprimono il più profondo cordoglio per la tragica e prematura scomparsa dello stimato collaboratore, ricordandone l’impegno e l’umanità. In questo momento di dolore ci stringiamo con affetto e rispetto alla famiglia e agli amici, condividendo la perdita e il lutto.”
La vicenda ha scosso non solo i colleghi, ma anche la comunità del Garda, che si è unita nel ricordo di un giovane lavoratore apprezzato per la sua gentilezza e dedizione.
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