Inseguimento a Lonato, 50enne arrestato dopo fuga e aggressione alla polizia

L’uomo, con numerosi precedenti, guidava un’auto rubata e ha tentato di scappare prima in macchina e poi a piedi

Auto polizia

Un rocambolesco inseguimento ha animato le strade di Lonato nella serata di venerdì. Protagonista un 50enne bresciano, già noto alle forze dell’ordine, che non si è fermato a un controllo della Squadra Mobile mentre viaggiava a bordo di una Volvo V50 risultata rubata a Brescia il giorno precedente.

Gli agenti, impegnati in un servizio di osservazione e pedinamento, hanno cercato di bloccare il veicolo, ma il conducente ha reagito accelerando bruscamente e dando inizio a una pericolosa fuga. Durante la corsa ha commesso numerose infrazioni, salendo sui marciapiedi e attraversando incroci con il semaforo rosso, mettendo in serio pericolo pedoni e automobilisti.

L’inseguimento si è concluso su una strada sterrata, dove l’uomo si è trovato davanti a un fosso irriguo che gli ha impedito di proseguire. Costretto a lasciare l’auto, ha tentato la fuga a piedi, aggredendo i poliziotti con calci e pugni nel tentativo di sottrarsi all’arresto. Solo dopo una violenta colluttazione gli agenti sono riusciti a immobilizzarlo.

Il 50enne è stato arrestato per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, oltre che per ricettazione del veicolo rubato, e messo a disposizione della Procura della Repubblica.

Il Questore di Brescia, Paolo Sartori, ha evidenziato la pericolosità sociale del soggetto, sottolineando i suoi numerosi precedenti per reati contro la persona, contro il patrimonio, spaccio di droga e resistenza a pubblico ufficiale. Per questo motivo, oltre all’arresto, nei suoi confronti sono state applicate misure di prevenzione personale: un avviso orale di pubblica sicurezza e un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Lonato del Garda per i prossimi quattro anni, che scatterà alla data di scarcerazione.

Ancora una volta – ha commentato Sartori – i nostri agenti sono stati vittime di una violenta reazione da parte di un pregiudicato intenzionato a sottrarsi a un controllo. Non è accettabile che chi rappresenta lo Stato debba subire insulti e aggressioni mentre svolge il proprio lavoro. Da qui la decisione di procedere con l’arresto e con le misure di prevenzione”.

Redazione

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