La mobilitazione per la Palestina arriva anche a Brescia, dove fino a venerdì 29 agosto in piazza Rovetta è attiva una tenda permanente dalle 9 alle 23, promossa dal collettivo Sanitari per Gaza insieme ad altre realtà associative. L’iniziativa, che prevede turni di presenza volontaria di quattro ore, vuole essere un presidio costante di sensibilizzazione contro le violenze e le ingiustizie che colpiscono la popolazione civile di Gaza.
La città si unisce così a un movimento internazionale sempre più ampio, che in questi giorni prepara una nuova azione globale: la Global Sumud Flotilla, una flottiglia civile composta da decine di imbarcazioni che il 31 agosto partirà alla volta della Striscia. L’obiettivo dichiarato è spezzare l’assedio israeliano, aprire un corridoio umanitario e chiedere la fine delle violenze.
Il progetto è frutto della collaborazione tra la Freedom Flotilla Coalition, il Global Movement to Gaza, la Maghreb Sumud Flotilla e Sumud Nusantara. Alla costruzione di questo percorso hanno preso parte anche attivisti bresciani, tra cui Chiara Di Giovambattista, già coinvolta nella Global March to Gaza.
La marcia internazionale, che aveva visto la partecipazione di centinaia di attivisti provenienti da 54 Paesi, era stata fermata in Egitto lo scorso giugno su richiesta del governo israeliano. Tra i partecipanti figurava anche un’altra bresciana, Valeria Balzarini. Nonostante il blocco e lo scioglimento della marcia, molti hanno continuato a collaborare in rete, dando vita al nuovo progetto della Global Flotilla.
Di Giovambattista, fermata al Cairo insieme ad altri 1.500 manifestanti, ha raccontato di aver proseguito le attività organizzando incontri e momenti di confronto anche a Brescia, come quello dello scorso 9 luglio in piazza Duomo. «Era importante – ha spiegato – raccontare cosa mi aveva spinto a partecipare alla marcia: il bisogno di non restare in silenzio, di ribellarsi al senso di impotenza. Boicottare i prodotti israeliani e prendere posizione sono azioni concrete che si possono fare per rimanere coerenti con i propri valori».
La mobilitazione cittadina, quindi, non si ferma alla tenda di piazza Rovetta ma si collega a un movimento più ampio, che punta a portare nel Mediterraneo un messaggio di solidarietà e resistenza civile.
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