A quasi un anno dall’arresto, si avvicina il processo per il 29enne di origine bengalese accusato di aver abusato sessualmente di una bambina di dieci anni ospite, insieme alla madre, del centro di accoglienza straordinaria per migranti di San Colombano di Collio, in Valtrompia. L’uomo era stato fermato all’inizio di ottobre 2024 dopo la scoperta della gravidanza della minore, conseguenza diretta delle violenze subite.
La vicenda era emersa a metà ottobre dello scorso anno quando la bambina, accompagnata in ospedale a causa di dolori addominali e di un evidente cambiamento di comportamento, era stata sottoposta a una serie di accertamenti clinici. Le analisi avevano rivelato lo stato di gravidanza, circostanza che aveva immediatamente fatto scattare le indagini da parte della procura di Brescia. La madre e la figlia erano state trasferite in un’altra struttura, mentre gli investigatori della Squadra mobile avevano raccolto elementi sufficienti per chiedere e ottenere una misura cautelare in carcere nei confronti del sospettato.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe approfittato della fiducia della famiglia appena giunta in Italia, agendo quando si trovava da solo con la bambina. La minore, ascoltata in un’udienza protetta con incidente probatorio, aveva confermato le accuse nei confronti dell’imputato. Durante l’interrogatorio di garanzia, invece, il 29enne si era avvalso della facoltà di non rispondere.
L’arresto aveva suscitato forti proteste e polemiche in tutta la provincia, al punto da portare nei mesi successivi alla chiusura definitiva del centro di San Colombano. Il caso aveva superato i confini locali, attirando l’attenzione delle principali testate nazionali e sollevando un ampio dibattito sulla gestione delle strutture di accoglienza.
Nelle scorse settimane, la procura ha chiuso le indagini preliminari e ha chiesto il rinvio a giudizio del 29enne, che resta detenuto in carcere in attesa della celebrazione dell’udienza preliminare. La data non è ancora stata fissata, ma con ogni probabilità si terrà già a settembre davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Brescia.
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