Idro, volontari ripuliscono il lago a Ferragosto: scoppia il caso politico

La minoranza parla di “fallimento gestionale”, ma la Prefettura difende l’intervento della Protezione civile

Un gesto di solidarietà si è trasformato in una polemica politica a Idro. A Ferragosto, di fronte ai cestini pieni e ai rifiuti abbandonati nei parchi e lungo le spiagge del lago, i volontari del Gruppo di Protezione civile locale hanno deciso di intervenire spontaneamente per restituire decoro all’area. Un’iniziativa accolta con gratitudine dall’amministrazione comunale, che ha pubblicamente ringraziato i volontari.

La vicenda, tuttavia, non è rimasta confinata all’ambito locale. La Lista Civica Idra 2024, all’opposizione in consiglio comunale, ha criticato duramente l’intervento, definendolo «la dimostrazione lampante di un fallimento gestionale». I consiglieri hanno inoltre scritto al prefetto parlando di «impiego improprio di risorse pubbliche e volontariato organizzato».

La risposta non si è fatta attendere. Il viceprefetto aggiunto di Brescia, Di Russo, ha chiarito che l’intervento della Protezione civile è stato legittimo e motivato, sottolineando come la presenza massiccia di turisti durante il Ferragosto abbia creato un contesto «potenzialmente emergenziale». Nella nota ufficiale, l’azione dei volontari è stata definita «una dimostrazione di partecipazione civica e solidarietà», valori che l’Ufficio della Prefettura ha dichiarato di condividere pienamente.

Il nodo rifiuti a Idro, del resto, è un problema noto. La raccolta porta a porta è stata introdotta solo all’inizio dell’anno e non tutti i cittadini si sono adattati alle nuove regole del riciclo. A complicare la situazione, l’afflusso estivo di pendolari e turisti che spesso lasciano sulle rive più immondizia che ricordi.

Con un solo operaio comunale a disposizione, la gestione si è rivelata particolarmente difficile. Il culmine è stato proprio il 15 agosto, quando la mole di rifiuti ha superato le capacità operative del Comune. Da qui l’intervento dei volontari, che hanno raccontato di aver agito “col cuore in mano” per aiutare il paese.

La controversia, nata come disputa sulla gestione dei rifiuti, si è così trasformata in un caso politico. Ma anche in un esempio di comunità: cittadini pronti a rimboccarsi le maniche quando la situazione lo richiede. La Prefettura ha messo un punto alla vicenda, ricordando che non vi è stata alcuna irregolarità, solo spirito di servizio e amore per il territorio.

Redazione

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