Brescia e Garda capitali dell’affitto breve, mercato da mezzo miliardo

Tra le 10 e le 12mila case vacanze in provincia, settore in crescita del 15% e nuove sfide di sostenibilità

La provincia di Brescia si conferma tra i mercati più dinamici d’Italia nel settore degli affitti brevi. Secondo uno studio realizzato da ReportAziende per Bresciaoggi, il territorio conta tra le 10 e le 12mila case vacanze attive, con un peso sempre più rilevante nel panorama nazionale.

Il cuore del comparto è il Garda bresciano, che da solo rappresenta il 65% del mercato provinciale con oltre 7.500 strutture. Seguono Brescia città, con circa 2.200 alloggi, la Franciacorta con 500 unità, la Valcamonica con 300 e le altre valli con circa 500 case vacanze. In totale, il settore nel Bresciano cresce a un ritmo del +15% annuo, quasi il doppio della media lombarda (+8%).

Il valore stimato del mercato sfiora oggi il mezzo miliardo di euro (tra 420 e 480 milioni), in aumento del 22% negli ultimi due anni. L’impatto sull’economia locale è ancora più significativo: ogni euro speso in affitti brevi genera 1,8 euro di indotto, tra ristorazione, trasporti, manutenzioni e servizi digitali.

Anche le imprese specializzate nella gestione degli affitti brevi sono in crescita: nel 2024 erano circa 120 società attive, con un incremento del +180% nell’ultimo quinquennio. La maggioranza (85%) è rappresentata da microimprese sotto i 9 dipendenti, ma non mancano realtà più strutturate con fatturati fino a 200mila euro annui. Nel 72% dei casi le società registrano utili, superiori alla media nazionale.

Il comparto apre anche nuove opportunità occupazionali, con un aumento del +45% delle partite Iva nel 2024, soprattutto tra i giovani under 35. Tra le professionalità emergenti figurano property manager, revenue manager, fotografi immobiliari, consulenti fiscali, addetti all’accoglienza e servizi di concierge.

Il futuro del settore appare in espansione: entro il 2027 si stima una crescita annua compresa tra il 10 e il 12%. Solo sul lago di Garda, ReportAziende ha censito 1.800 annunci a Desenzano, 1.400 a Sirmione, un migliaio a Salò, 600 a Gardone Riviera e oltre 2.700 negli altri comuni lacustri.

Accanto alle opportunità emergono però le criticità: overtourism, congestione dei centri storici, pressione ambientale e gentrificazione sono fenomeni già evidenti nelle aree più attrattive. A ciò si aggiunge la difficoltà di gestire normative frammentate tra i Comuni e la presenza di annunci irregolari: a Desenzano, ad esempio, il numero di case vacanze online supera di centinaia quello degli appartamenti ufficialmente registrati, segno di un possibile sommerso stimato intorno al 30%.

Con oltre 11 milioni di presenze turistiche all’anno – di cui 9 milioni straniere – la provincia di Brescia ha un potenziale enorme, ma la sfida sarà conciliare crescita economica, tutela del territorio e qualità della vita dei residenti.

Redazione

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