Invalsi 2025, studenti bresciani indietro in italiano e matematica

Un alunno su tre esce dalle medie senza competenze adeguate, in crescita solo l’inglese

Le prove Invalsi confermano un quadro in regressione per gli studenti italiani e lombardi nelle materie di base, con un peggioramento che riguarda anche la provincia di Brescia. I dati nazionali 2025 evidenziano che, al termine della terza media, solo il 63% degli alunni lombardi raggiunge i traguardi minimi in italiano (erano il 73% nel 2018), mentre in matematica si scende al 64% rispetto al 71% di sette anni fa. Unica eccezione è l’inglese, dove si registra un miglioramento sia nel reading (88% contro l’84%) sia nel listening (80% contro il 68%).

Per quanto riguarda il Bresciano, gli ultimi dati consolidati sono quelli del 2023. In italiano il livello di adeguatezza è sceso dal 70% al 62%, in matematica dal 67% al 61%, mentre in inglese si è registrata una crescita: reading dall’82% all’86%, listening dal 69% al 74%.

Differenze tra i comuni

Le analisi mettono in luce un divario significativo tra i territori. Nel capoluogo, il 35% degli studenti si colloca nei due livelli più bassi (1 e 2) e solo il 13,8% raggiunge il livello massimo (5). Situazioni critiche emergono a Rovato (oltre il 45% tra i livelli 1 e 2), Sarezzo (45%), Orzinuovi (46%) e Lumezzane (41%). Anche Botticino (38%), Montichiari (36%) e Palazzolo (37%) mostrano difficoltà diffuse. Sul fronte opposto, i risultati migliori si attestano comunque sotto la soglia del 20% di studenti al livello 5: Desenzano 17,2%, Darfo 16,8% e Remedello 16,6%.

Le cause del calo

Le analisi dell’Invalsi segnalano che le studentesse ottengono risultati mediamente migliori dei coetanei maschi e che molto incide il background familiare. Un altro elemento rilevante è la percentuale di alunni stranieri, che in provincia rappresentano il 18% (oltre il 20% in città), con performance generalmente inferiori rispetto ai compagni italiani, pur essendo in gran parte nati sul territorio. A pesare sul quadro complessivo ci sarebbero anche gli anni della pandemia, che con la didattica a distanza hanno ampliato le disuguaglianze.

Il ruolo dell’Invalsi

L’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo conduce ogni anno test standardizzati in italiano, matematica e inglese, obbligatori per gli studenti della terza media e necessari per l’ammissione all’esame finale. I risultati non incidono sul voto ma forniscono una fotografia precisa delle competenze, utile a scuole e insegnanti per pianificare percorsi di recupero e strategie didattiche.

In provincia di Brescia, dunque, un ragazzo su tre esce dalle scuole medie con competenze deboli in italiano e matematica, segnale che invita a rafforzare la formazione di base e a colmare i divari educativi.

Redazione

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