na morte che sembrava causata da un tumore, ma che potrebbe nascondere una verità più complessa e inquietante. È il caso di Maria Miceli, ballerina milanese d’origine ma bresciana d’adozione, scomparsa nel 2023 a soli 35 anni, al centro della nuova inchiesta esclusiva di “Farwest”, programma di Rai3 condotto da Carmine Gazzanni e Claudia Carotenuto, in onda questa sera venerdì 10 ottobre.
Il reportage ricostruisce, attraverso testimonianze e documenti inediti, i mesi che precedettero la morte della giovane artista, volto noto della televisione locale e del panorama culturale lombardo. Secondo quanto emerso, la decisione di interrompere le cure oncologiche potrebbe essere stata influenzata da persone vicine al gruppo “Noi è Io Sono”, un movimento che nega l’autorità dello Stato e delle istituzioni scientifiche, diffondendo teorie complottiste e antiscientifiche.
Dalle indagini condotte dai giornalisti emergono due figure femminili ritenute centrali nella vicenda, una delle quali conosciuta con il soprannome di “La Sciamana”. Queste persone avrebbero convinto la ballerina a seguire rituali spirituali e diete purificanti, scoraggiandola dal proseguire con le terapie oncologiche tradizionali. L’inchiesta punta così i riflettori su un mondo in cui disinformazione, negazionismo e pseudo-scienza si intrecciano, portando – secondo diverse testimonianze – altre persone a rinunciare alle cure mediche, con esiti tragici.
Farwest ha inoltre raccolto la replica di Barbara Banco, leader del movimento “Noi è Io Sono”, chiamata a rispondere sulle attività e sulle accuse rivolte all’organizzazione. Il servizio mostrerà immagini e interviste esclusive, realizzate dopo mesi di investigazione all’interno del gruppo, con l’obiettivo di far luce sul lato più oscuro del complottismo contemporaneo e sulle sue conseguenze reali sulla vita delle persone.
Parallelamente all’inchiesta giornalistica, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo sulla morte di Maria Miceli, a seguito della denuncia presentata dai familiari. Il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione del caso, ma i parenti – tramite l’avvocato Marco Marzari – si sono opposti formalmente alla richiesta, chiedendo nuovi approfondimenti. Ora la decisione spetta al giudice per le indagini preliminari (Gip), che potrà disporre nuove indagini o rinviare a giudizio.
La vicenda, tornata di forte attualità grazie all’inchiesta Rai, riaccende il dibattito sui rischi della disinformazione sanitaria e sul ruolo dei movimenti che sfruttano la fragilità delle persone per diffondere messaggi contrari alla scienza e alla medicina.
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