Un C-17 Globemaster III, uno dei più grandi e avanzati cargo militari al mondo, è atterrato nel pomeriggio di giovedì 4 novembre alla base aerea di Ghedi, in provincia di Brescia. L’aeromobile, impiegato dalla United States Air Force, è noto per la sua capacità di trasportare armamenti nucleari, in particolare le bombe atomiche B61-12, già presenti – secondo fonti internazionali – all’interno del sito militare italiano.
Un arrivo che riapre interrogativi
Non è la prima volta che un velivolo di queste dimensioni e capacità fa tappa sull’aerobase bresciana, ma ogni nuovo avvistamento riaccende l’attenzione pubblica e politica su quanto effettivamente sia custodito all’interno della base, e sulle attività militari legate al contesto internazionale. Il Globemaster è infatti progettato per il trasporto strategico di materiali pesanti e sensibili, e viene utilizzato proprio per operazioni logistiche legate anche alla presenza di armamenti nucleari.
Il tracciato del volo
Il C-17, con numero identificativo RCH458, è partito il 2 novembre dall’aeroporto di Tacoma, negli Stati Uniti, con scalo all’aeroporto militare di Ramstein (Germania), base strategica della NATO in Europa. Il 4 novembre è decollato da Uden, nei Paesi Bassi, atterrando infine a Ghedi alle 15:48, come confermato dai dati del portale Flight Radar.
Un gigante dei cieli
Il C-17 Globemaster III, prodotto dalla Boeing, è lungo oltre 53 metri, ha un’apertura alare di quasi 52 metri, un’altezza di quasi 17 metri e una fusoliera con diametro di oltre 6 metri. Un colosso che, secondo i dati ufficiali, è in grado di trasportare fino a 77 tonnellate di carico, comprese testate nucleari, mezzi corazzati, truppe e sistemi missilistici. Attualmente sono 275 gli esemplari attivi nel mondo, di cui 223 impiegati dall’aeronautica militare statunitense su 12 basi.
Una data simbolica
Non è passata inosservata la coincidenza temporale tra l’atterraggio del cargo militare e la Festa dell’Unità Nazionale, che in Italia ricorda la fine della Prima Guerra Mondiale. Un arrivo che ha generato ulteriori speculazioni e dibattiti tra osservatori e cittadini, vista la delicatezza del contesto internazionale e la presenza accertata di testate statunitensi sul suolo italiano, in particolare proprio a Ghedi.
Un sito strategico nella rete NATO
La base di Ghedi è considerata uno dei nodi principali del sistema di difesa nucleare NATO in Europa, insieme a quella di Aviano. In entrambi i siti sarebbero custodite bombe B61-12 a testata nucleare che, in caso di conflitto, potrebbero essere impiegate da velivoli italiani o alleati, secondo la dottrina del nuclear sharing.
Presenza stabile, ma riservata
Nonostante la presenza di armamenti nucleari non sia ufficialmente confermata dal Governo italiano, numerosi rapporti internazionali, incluse inchieste giornalistiche e documenti di esperti militari, indicano Ghedi come deposito di armamenti statunitensi sotto controllo congiunto. L’arrivo del C-17, dunque, rappresenta un passaggio logistico rilevante in questo contesto.
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