La Federazione Autotrasportatori Italiani (Fai) di Brescia ha celebrato domenica 9 novembre la sua assemblea generale 2025 al Brixia Forum, con un ampio confronto dedicato alla legge 286 del 2005, la norma che regola la filiera del trasporto e che, a vent’anni dalla sua approvazione, non è mai stata pienamente applicata.
L’appuntamento, che segna anche un passaggio organizzativo importante – con l’estensione dell’associazione a Mantova e Cremona – ha visto la partecipazione di dirigenti nazionali, esperti e rappresentanti istituzionali.
Una legge mai attuata che torna d’attualità
Al centro del dibattito, le modifiche introdotte dal decreto Infrastrutture di luglio, che riportano l’attenzione su una norma considerata fondamentale per la tutela dei lavoratori del trasporto e per la trasparenza della filiera logistica.
Il presidente Massimo Piardi ha ricordato come la legge 286/2005 individui cinque soggetti responsabili nel ciclo del trasporto – conducente, caricatore, proprietario della merce, committente e proprietario del mezzo – sottolineando la necessità di regole chiare sui tempi di carico e scarico e sanzioni per chi non rispetta i contratti.
«Non può essere sempre l’autista a pagare le conseguenze dei ritardi – ha dichiarato Piardi –. Se un mezzo resta fermo ore in attesa di essere scaricato, il danno non è solo economico, ma anche di sicurezza e sostenibilità».
Il nodo del pedaggio sulla Corda Molle
Tra i temi più sentiti emersi in assemblea, quello del futuro pedaggio sulla Corda Molle, il collegamento stradale che serve numerose imprese del territorio bresciano. Piardi ha confermato che la Fai si opporrà fermamente all’introduzione del ticket, atteso da febbraio: «Continueremo a insistere con il MIT per scongiurare qualsiasi forma di pedaggio. Non esistono alternative praticabili per le aziende che operano su quella tratta».
Preoccupazioni anche per gli effetti della riqualificazione della caserma Papa, futura sede della Motorizzazione Civile e dell’Agenzia delle Dogane, che rischia di aggravare il traffico cittadino.
Tavola rotonda e ospiti nazionali
La tavola rotonda, moderata da Pietro Barachetti, ha approfondito i punti critici della normativa con interventi di Paolo Uggè, presidente nazionale Fai, Carlotta Caponi, segretaria generale, Giuseppe Ballini, Federica Deledda, comandante della Polizia Stradale di Brescia, l’avvocata Ilaria Paternoster e Fabrizio Palenzona, presidente di Fai Service. Durante la parte privata dell’assemblea sono stati approvati il bilancio 2024 e le modifiche statutarie, che formalizzano l’apertura dell’associazione alle province limitrofe.
Emergenza autisti: mille posti vacanti nel Bresciano
Altro punto cruciale, la mancanza di autisti, una problematica che coinvolge 400mila posti vacanti in Europa e circa 15mila in Italia, di cui almeno mille nel Bresciano. «Ci sono camion fermi perché mancano conducenti», ha spiegato la segretaria provinciale Giuseppina Mussetola, ricordando i 2.800 iscritti ai corsi della Scuola Fai di via Malta nel 2024, sostenuti dal Ministero e dalla Camera di Commercio.
Il presidente onorario Antonio Petrogalli ha ribadito la necessità di rivalutare la figura dell’autista professionale, troppo spesso considerata di “serie B”, mentre la riduzione da 21 a 18 anni dell’età minima per conseguire la patente professionale, in discussione in sede europea, è vista come una possibile soluzione per favorire il ricambio generazionale.
Una federazione in crescita
Con 2.400 aziende associate, 13mila addetti e 20mila veicoli, la Fai Brescia punta ora ad ampliare la propria rappresentanza territoriale, con l’obiettivo di coinvolgere almeno un migliaio di nuove imprese tra Mantova e Cremona, rafforzando la rete di un comparto che rimane strategico per l’economia italiana.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.