La crescita del gioco d’azzardo in Lombardia assume contorni sempre più rilevanti, sia sotto il profilo economico sia per le possibili ricadute sociali e criminali. Un fenomeno che, secondo la Commissione speciale antimafia regionale, necessita di strumenti di contrasto più efficaci e di un coordinamento stabile tra istituzioni.
Il tema è stato al centro della relazione conclusiva delle sette audizioni dedicate a gioco d’azzardo e ludopatie svolte nel biennio 2024-2025, presentata al Consiglio regionale dalla presidente della Commissione, Paola Pollini (M5S). «La legge regionale del 2013 non è più sufficiente a fronteggiare la complessità del fenomeno – ha spiegato Pollini –. Serve una cabina di regia permanente che coinvolga Regione, Comuni, forze dell’ordine e associazioni». La presidente ha citato anche esempi virtuosi, come il Comune di Rho, che ha affiancato regolamenti e ordinanze a un’intensa attività di sensibilizzazione sul territorio.
Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dal rapporto è quello che viene definito la “pedemontana del gioco d’azzardo online”: una direttrice che dal Bresciano attraversa l’area metropolitana di Milano e arriva fino ai Comuni intorno a Malpensa. Qui si registra una concentrazione anomala di scommesse, con una spesa pro capite che supera i 2.000 euro annui, a fronte di una media regionale pari a 1.243 euro. Un volume di denaro paragonabile a quello di una grande impresa, e proprio per questo considerato particolarmente esposto al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata interessata al riciclaggio.
Brescia, in questo scenario, occupa un ruolo di primo piano. Nel solo 2024 nella provincia sono stati spesi circa 3,05 miliardi di euro tra slot machine, gratta e vinci, scommesse e giochi online, collocando il territorio al quinto posto nella “black list” lombarda. In termini pro capite, la spesa media annua è stata di 2.417 euro per residente: 1.333 euro nel gioco fisico e 1.084 euro in quello telematico. Una cifra che equivale a circa l’8% dei depositi bancari complessivi dei bresciani, pari a 37,5 miliardi di euro.
I dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli evidenziano forti squilibri soprattutto nei piccoli Comuni. In 17 centri della provincia il gioco avviene esclusivamente online, spesso per l’assenza di ricevitorie fisiche. Secondo un dossier di Federconsumatori, Cgil e Isscom, in Lombardia sono nove i piccoli Comuni in cui il gioco telematico assume dimensioni particolarmente elevate. Tra questi figurano Mairano, che nei primi sei mesi del 2025 ha registrato oltre 12,7 milioni di euro di giocate online a fronte di 871mila euro nel gioco fisico, e Moniga, dove su 1,67 milioni complessivi ben 1,22 milioni sono stati spesi via web.
Nel primo semestre del 2025, in 26 Comuni bresciani le giocate complessive hanno superato i 20 milioni di euro. In testa si conferma il capoluogo, con oltre 245 milioni, seguito da Lonato, Roncadelle, Desenzano, Chiari, Montichiari e Rovato.
Sul fronte delle vincite, in media circa l’80% delle somme giocate ritorna ai giocatori. Un dato che però può essere alterato da eventi eccezionali, come accaduto a Desenzano nel primo semestre 2025: a fronte di 42 milioni giocati, le vincite hanno superato i 71 milioni grazie alla maxi vincita da 35,4 milioni di euro al Superenalotto centrata a maggio in una tabaccheria di Rivoltella.
Per quanto riguarda le entrate fiscali, su circa 3 miliardi di euro spesi annualmente nella sola provincia di Brescia, almeno 260 milioni finiscono nelle casse dello Stato, al netto delle percentuali restituite in vincite. A livello regionale, il gioco più diffuso resta quello delle slot Awp, presenti in 8.338 punti lombardi, seguite dalle Vlt, installate in 848 siti.
Il quadro nazionale conferma una tendenza in forte crescita: dal 2013 al 2022 la spesa per il gioco d’azzardo in Italia è passata da 84 a 136 miliardi di euro, saliti a 150 miliardi nel 2023. In dieci anni la spesa è quasi raddoppiata, mentre nel 2023 le perdite complessive delle famiglie italiane hanno raggiunto i 22 miliardi di euro, nonostante la pandemia e la crisi economica.
Particolarmente delicato è infine il capitolo dedicato ai minori. In Lombardia il gioco d’azzardo coinvolge il 54% dei giovani tra i 15 e i 19 anni, un dato di poco inferiore alla media nazionale del 57,4%, che equivale a circa 840mila minorenni. Anche Brescia si colloca in linea con queste percentuali: un under 19 su due risulta aver avuto contatti con il gioco d’azzardo.
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